I 40 anni di Prima Industrie

uN SUCCESSO FATTO DALLE PERSONE

Dalla nascita della meccatronica al laser di ultima generazione sul palco con il Presidente Gianfranco Carbonato i protagonisti della storia di un gruppo internazionale,  il cui cuore “rimane sempre a Torino”. Annunciati l’ampliamento della nuove sede di Collegno e la nascita della Divisione Additive per le stampanti  3D per metalli. Ma la testa è rivolta alla Cina ed al Far East, dove punta a crescere ancora. Una crescita anche per linee esterne.

Prima Industrie compie 40 anni

Prima Industrie compie 40 anni, una storia di innovazione continua che il gruppo ha voluto celebrare con un libro –  Scintille – scritto dallo storico dell’Industria Giuseppe Berta e presentato oggi all’Unione Industriale di Torino.

Una storia che la società guidata da Gianfranco Carbonato – leader nel settore ad alta tecnologia dei sistemi laser e di lavorazione della lamiera e dei componenti elettronici per applicazioni industriali – ha scelto di raccontare durante due grandi eventi – uno pubblico e l’altro, domani, dedicato esclusivamente ai dipendenti – in cui ha riunito le persone ed i protagonisti di questi primi quattro decenni.

Il primo evento si è svolto ieri a Torino, presso la sede degli imprenditori torinesi. Sul palco, insieme al Presidente Gianfranco Carbonato, Giuseppe Berta – Storico dell’industria, Alberto Dal Poz – Presidente Federmeccanica, Gian Maria Gros-Pietro – Presidente Gruppo Intesa Sanpaolo, Francesco Profumo – Presidente Compagnia San Paolo. Presenti anche il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, e il sindaco di Torino Chiara Appendino. Ma i veri protagonisti, coinvolti sia di persona sia attraverso interviste video, sono stati coloro che hanno reso possibile il successo dell’idea originale di Prima Industrie, quella dell’innovazione continua, della vocazione internazionale e del coraggio di sperimentare e realizzare idee sempre nuove.

Dal 1977 ad oggi

Prima Industrie è nata nel 1977 ad opera di Franco Sartorio, grande innovatore che aveva scelto di circondarsi di giovani di grande talento prima in DEA, azienda di meccatronica, e poi in Prima Progetti, la cui prima sede, un cascinale ristrutturato, era in un ambiente dove la tecnologia si mescolava a un retroterra rurale. “Qui si fanno i matrimoni tra i robot e le galline” titolò infatti Giorgio Bocca su un quotidiano di allora, raccontando Prima Progetti come la più sofisticata delle fabbriche torinesi e riferendosi alla collocazione della sua prima sede.

I primi 40 anni di storia di Prima Industrie sono infatti un compendio di tecnologia, innovazione, sviluppo internazionale e di evoluzione finanziaria non comune nel nostro Paese – ha sottolineato Carbonato – abbiamo idealmente viaggiato dalla terza alla quarta rivoluzione industriale: dall’epoca dei computer, della microelettronica e dei primi robot a quella di Internet, del cloud e dei big data. E’ stato un viaggio meraviglioso che ci ha portato ai quattro angoli della terra, consentendoci di conoscere persone e aziende fantastiche. Un successo fatto dalle persone, un’esperienza così ricca da  meritare di essere ricordata e tramandata alle generazioni future

Oggi il Gruppo, quotato alla Borsa di Milano nel segmento Star – conta oltre 1700 dipendenti – di cui 600 in Piemonte – e stabilimenti produttivi in Italia, Finlandia, USA e Cina e un fatturato pari a 394 milioni di euro nel 2016. Vanta oltre 13.000 macchine installate in più di 80 Paesi ed è fra i primi costruttori mondiali nel proprio mercato di riferimento. Nei primi nove mesi del 2017 il fatturato consolidato ha raggiunto i 300 milioni di euro  (+ 9,4% rispetto a 274,5 milioni), l’EBITDA è stato di  29,7 milioni  (+23,8% rispetto a 24,0 milioni), l’utile netto 12,1 milioni  (+116% rispetto a 5,6 M€) ed il portafoglio ordini ha raggiunto 188,1 milioni  (+30,0% rispetto a 144,7 milioni. Negli ultimi 20 anni il gruppo ha fatto registrare un cagr (crescita media) del 13% all’anno

Ma nel DNA del Gruppo c’è il futuro

Come sottolinea Carbonato “Abbiamo pianificato l’ampliamento della nuova sede di Collegno, che fra le altre cose ospiterà la nuova Divisione Additive, dedicata alla realizzazione di stampanti 3D per la lavorazione dei metalli”. Ma lo sguardo è rivolto anche al lontano Far East ed alla Cina dove Prima Industrie punta a crescere ancora e dove la crescita potrebbe essere sostenuta anche per linee esterne. Se lo sguardo è al mondo, però, secondo il presidente Carbonato “il cuore e la testa sono a Torino, capitale italiana dell’automazione in cui operano molte aziende leader in questo settore, con un tessuto fatto di Scuole e Università di eccellenza. Un rapporto tra l’azienda e il territorio che si sostengono a vicenda di cui noi beneficiamo ed a cui contribuiamo. Non a caso, da tempo stiamo portando avanti partnership con l’Università quali i master per valorizzare i giovani talenti e i centri di ricerca avanzata attivati in collaborazione con il Politecnico”. Un percorso che ha portato Prima Industrie alla leadership tecnologica grazie anche ai forti investimenti in R&D, e che ha permesso alla società di essere tra le prime 500 aziende in Europa basate sulla conoscenza e di essere percepiti sul mercato come innovatori.

 “Scintille” di storia

Per Gianfranco Carbonato, “l’idea di scrivere con il Prof. Berta la storia di Prima Industrie si basa non tanto sulla volontà di celebrazione del duro lavoro svolto con i miei compagni d’avventura e i miei collaboratori, quanto sulla convinzione che almeno una parte della nostra esperienza possa tornare utile alle nuove generazioni di manager e imprenditori”. Ha commentato il presidente Carbonato a margine dell’incontro.

La Prima Industrie, non più pioneristica ma come la conosciamo oggi, ha idealmente inizio nel corso degli anni Novanta, quando si trovò ad affrontare almeno tre momenti cruciali che avrebbero poi determinato la sua evoluzione. Divenne un’azienda focalizzata sui laser, si quotò con successo sulla borsa di Milano e diede vita a un itinerario di crescita che la portò a incrementare le sue dimensioni di circa 10 volte nell’arco di vent’anni.

L’ingresso nel Duemila coincise con la fase di espansione più rapida e intensa della sua storia. La quotazione in Borsa segnò l’avvio di un ciclo di sviluppo che sarebbe stato scandito da una risoluta politica di acquisizioni, volta a disegnare un nuovo perimetro d’impresa. Nel 2000 fu la volta di Convergent Energy (oggi Convergent Photonics Llc), azienda americana specializzata nello sviluppo e realizzazione di sorgenti laser, e nel 2001 di Laserdyne, uno dei principali player nel settore Laser 3D per applicazioni aerospaziali in Nord America. Con queste acquisizioni Prima Industrie consolidò la propria presenza negli Stati Uniti.

Il momento più importante della marcia in crescendo di Prima Industrie avvenne, alle soglie della crisi globale del 2008-09, con l’acquisizione nel 2008 di  Finn–Power Oy, azienda finlandese da 240 milioni di fatturato, con un mercato internazionale importante e un’ottima expertise nella macchine per la lavorazione della lamiera. L’acquisizione raddoppiò la grandezza del Gruppo, permettendole di divenire il leader del mercato globale quale è oggi.

Nel 2015 diviene operativo lo stabilimento produttivo a Suzhou (Cina), dove Prima Industrie detiene una quota di controllo (70%) e in cui sono prodotte le macchine di gamma media (laser 2D e punzonatrici) destinate ai mercati asiatici.

Anche nel campo delle tecnologie laser sono introdotte importanti innovazioni: la divisione Prima Electro completa lo sviluppo delle sorgenti laser fibra per le macchine Prima Power e investe nella Diode Fab per la realizzazione in proprio dei diodi di potenza.

Infine la “scintilla” più recente: un anno fa Prima Industrie inaugura il nuovo HQTC (Headquarters e Tech Center) di Collegno (Torino), in cui è esposta l’intera gamma di prodotto del Gruppo, che ha registrato grande successo, con una notevole affluenza di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

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