Acciaio: necessaria risposta europea al protezionismo di Trump

Riunito a Brescia il tavolo Geografia e Mercati dell’Acciaio: la filiera a confronto sui temi dell’acciaio di oggi e domani nel progetto Stati Generali dell’ACCIAIO.

Difesa del mercato europeo, aggressione dei mercati esteri e miglioramento delle performance aziendali. Questi i temi affrontati durante il tavolo “Geografia e Mercato dell’Acciaio” organizzato da Siderweb nell’ambito del progetto «Stati Generali dell’ACCIAIO». L’incontro si è tenuto a Brescia, presso la sede dell’Associazione Industriale Bresciana, con la partecipazione di esponenti della filiera nazionale dell’acciaio.

Estero: Trump spariglia le carte – Con la Brexit e la concessione dello status di economia di mercato alla Cina, tematiche che avevano tenuto alta l’attenzione della siderurgia nei mesi scorsi ma che sembrano ormai nel dimenticatoio, l’elemento emergente dal punto di vista geo-politico, per la siderurgia, è il caso-Trump. L’annuncio di un esasperato “buy American” e l’innalzamento di altissime barriere commerciali da parte degli Stati Uniti mettono al centro del dibattito il tema dei dazi.

Un tema sul quale le posizioni dell’acciaio appaiono ancora distanti: da un lato la produzione, con un atteggiamento di apertura verso dazi di difesa dal commercio sleale, e non di protezione dei mercati. Queste misure sono opportune, secondo le acciaierie, per la salvaguardia della produzione interna, ma non sono sufficienti, dato che andrebbero affiancati a strumenti per il rilancio della competitività aziendale, con un miglioramento del sistema regolatorio nazionale ed europeo.

Più critica la posizione della distribuzione e trasformazione di acciaio, con i presenti al tavolo che hanno espresso la loro preoccupazione per la regionalizzazione dei mercati dell’acciaio e per la crescente protezione dei mercati. Una protezione che non contribuisce allo sviluppo dei mercati e alla distribuzione della ricchezza. Inoltre, i rappresentanti del commercio e della pre-lavorazione dell’acciaio hanno sottolineato che, nel medio termine, i dazi potrebbero portare la distribuzione ad incontrare crescenti problemi di reperimento del materiale.

Europa: far ripartire il mercato – Overcapacity e consumi stagnanti. Questi i due maggiori problemi sul “fronte interno” nell’Ue. Le ricette per affrontarli sono andate in più direzioni. Da un lato Gianfranco Tosini (Ufficio Studi Siderweb) auspica un «rilancio della domanda con il sostegno ai settori delle costruzioni e dell’auto, i maggiori consumatori di acciaio in Ue», dall’altro gli operatori puntano il dito contro i meccanismi dell’antitrust Ue, che ragiona ancora in termini continentali pur in presenza di un mercato ormai globalizzato.
Questa visione ostacola la creazione di gruppi di rilevanza mondiale e, indirettamente, anche la riorganizzazione ed il consolidamento del comparto.

Aziende: necessario cambiamento dall’interno – Oltre a quanto è necessario fare al di fuori dell’azienda, l’attenzione dei partecipanti al tavolo “Geografia e Mercato dell’Acciaio” si è rivolta all’interno delle mura dell’impresa. In particolare, su tre elementi. Il primo è l’Industria 4.0 che per la siderurgia rappresenterà sì un salto di qualità, ma che sottoporrà le imprese a un forte impegno economico-finanziario. Il secondo aspetto è la valorizzazione del proprio posizionamento del mercato. Ciò si scontra con la polverizzazione delle imprese, ancora presente e difficilmente superabile nel breve. Per questo dovranno emergere forme di collaborazione di filiera, orizzontali, che possano portare valore a tutti i partecipanti. Il tutto passerà necessariamente attraverso il terzo elemento, ovvero un’attività formativa a 360°, che coinvolga tutta la filiera e consenta alle aziende di andare sul mercato con maggiore efficacia.

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