Asserviti all’innovazione

Ottavio Albini

Con sede a Massalengo nella provincia di Lodi Asservimenti Presse è una azienda specializzata nella progettazione e nella realizzazione di svolgitori, raddrizzatrici, alimentatori e, naturalmente, di linee chiavi in mano di asservimento. Gli impianti alla cui installazione la società lodigiana ha contribuito o provveduto nel corso della sua storia sono più di 3.000 e si ritrovano non solamente nella vecchia Europa bensì pure in tutti gli altri continenti e aree strategiche della manifattura mondiale. Dal continente americano, cioè, dove il marchio lombardo ha poggiato le sue insegne in Brasile, Canada e Stati Uniti; sino all’Asia dove è presente in Giappone e in Corea del Sud. Quanto al mercato europeo Asservimenti Presse serve in particolare Germania, Spagna e Francia, ma vanta attività anche nelle nazioni dell’ex blocco socialista e in particolare interessi in territorio russo. Attiva da oltre trent’anni sul territorio nazionale ha saputo mettersi sulla scia del successo del made in Italy oltreconfine ad è proprio alle vendite all’estero che deve adesso la più gran parte del suo volume d’affari. Cuore e cervelli restano però nella Penisola anche in virtù della consolidata rete di rapporti creata con i terzisti locali, come il responsabile tecnico e commerciale ingegner Ottavio Albini ha avuto modo di notare: «Lo sviluppo di tutte le nostre macchine», ha detto Albini, «viene gestito interamente all’interno dell’azienda. Dalla progettazione della parte elettrica, a quella di tutta la meccanica fino all’assemblaggio, al montaggio finale e al servizio post-vendita. Le lavorazioni meccaniche insieme alle parti di pura carpenteria, vengono affidate a qualificati nostri subfornitori». Si tratta come è evidente di una strategia a 360 gradi che coinvolge sin da principio nelle fasi dello sviluppo anche la parte sempre più complessa e apprezzata della gestione e dell’interfacciamento software di tutte le macchine. «Grazie al rapporto di stretta collaborazione che si instaura con gli uffici tecnici dei nostri clienti», ha affermato Albini, «siamo in grado di poter proporre soluzioni specifiche. Non quindi una semplice fornitura d’impianto, ma soluzioni d’automazione affidabili e pienamente rispondenti a requisiti precisi. Un approccio che ha consentito alla nostra struttura di affrontare con grande fiducia il complesso e difficile mercato di questi ultimi anni». Un mercato sempre più orientato verso impianti di grandi dimensioni, spessori elevati di materiali ad alta resistenza. «E questo implica», ha proseguito, «un costante aggiornamento tecnologico che ci permette di saper interpretare queste necessità, concretizzandole in linee affidabili, flessibili e performanti, capaci di svolgere, di trattare e di raddrizzare in modo ottimale questi tipi di materiali».

Il tramonto dello standard
Tre sono i principali filoni tecnologici sui quali Asservimenti Presse ha basato lo sviluppo dei suoi nuovi prodotti: «Il settore delle lavorazioni su lamiere di grande spessore è in grande crescita, e per questo stiamo provvedendo a inedite linee per l’asservimento di materiali con spessori di 12, 15 e 18 millimetri. La seconda tendenza è invece quella rappresentata dalle linee per l’alimentazione delle servo-presse, macchine molto versatili e dalla grande capacità di lavoro, le quali devono rivelarsi in grado di movimentare lamiere di spessori e larghezze diverse. Si tratta quindi di linee caratterizzate da una estrema flessibilità, con una larghezza variabile di 1.250, 1.500 e 2.000 millimetri. Il terzo sentiero che stiamo percorrendo è infine quello del risparmio energetico: già da qualche anno», ha rilevato Albini, «cerchiamo di creare linee tali da minimizzare l’incidenza del consumo di energia attraverso l’implementazione di soluzioni automatizzate, con motori di nuova generazione, prive di quei sistemi idraulici che sono alla fonte della dispersione di ingenti quantità di calore, per citare alcuni esempi. È una precisa esigenza di mercato che cerchiamo di soddisfare». C’è però nel carniere dello specialista di Massalengo anche un crescente sforzo per la personalizzazione dell’offerta: «I prodotti standard avranno a mio avviso sempre meno successo», è il parere di Albini, «e oggi i clienti sono veri e propri collaboratori delle aziende costruttrici. Perché gli impianti di moderna concezione sono quelli costruiti insieme, nei quali l’impresa acquirente e quella fornitrice mettono in comune le loro esigenze e competenze al servizio di un unico progetto».

Obiettivo ottimizzazione
Fra le caratteristiche di spicco per l’ultratrentennale successo di Asservimenti Presse c’è inoltre l’impegno profuso per l’ottimizzazione della grandezza delle linee, in vista della garanzia di un perfetto funzionamento indipendentemente dai materiali o degli spessori che si trovano a gestire. Protagonista di una commessa ottenuta presso un produttore tedesco del segmento auto la casa ha così portato a termine un impianto di servo-pressa capace di lavorare lamiere della larghezza massima di 1.800 millimetri per spessori sino a 12 millimetri a 600 Newton per millimetro quadro. «Quel che più conta oggi in un impianto dedicato a servopresse», ha commentato Albini, «è la rapidità del cambio modello, ovvero la velocità con cui è possibile eseguire e finalizzare il set-up delle macchine. Ciò è conseguenza del fatto che i lotti di grandi dimensioni sono ormai divenuti molto rari; a discapito di quelli di medie e piccole dimensioni, ormai all’ordine del giorno, che prevedono molti cambi dal punto di vista produttivo. Anche perché il mercato richiede sempre più spesso macchine come presse elettriche o servo presse che sono proprio le più adatte a frequenti cambi di produzione, ed è chiaro che anche i sistemi di asservimento debbano essere adeguati». L’attenzione con cui l’ingegnere osserva gli sviluppi dell’industria e del mercato cercando di intercettarne le tendenze e le esigenze è testimoniata anche da un appello lanciato proprio all’inizio di quest’anno. «Vorremmo», questa l’idea di Albini, «che le aziende italiane potessero portare innovazione sulle macchine in modo da poter competere ad armi pari con la concorrenza, visto che le riteniamo in molti casi in possesso di un parco tecnologico piuttosto datato. La chiave di volta sta nei prezzi che dovrebbero essere ridisegnati in modo da favorire un rinnovamento di vasta portata». Intervenire drasticamente sui listini è certo difficile ma la soluzione può giungere dalle economie di scala. «Non è necessario che i clienti si mettano in rete», ha detto Albini, «ma basta che ascoltino la nostra proposta e, anche acquistando macchine piccole, possano costituire una certa massa critica». Nell’attesa, si continua a innovare, come mostrano altre due installazioni datate al passato recente. Si tratta di una linea da 1.500 millimetri capace di lavorare spessori fino a 12 millimetri; e di un’altra da 1.350 millimetri di larghezza per spessori sino a 8 millimetri. All’insegna della massima flessibilità di processo si è configurata nel primo caso la scelta di dotare l’impianto di due treni di rulli di raddrizzatura che, secondo le necessità operative del lotto in produzione, automaticamente si posizionano nel processo. Interassi diversi e rulli diversi capaci di rispondere al meglio a spessori di materiali che possono variare, in questo caso di asservimento, da un minimo di 1 a un massimo di 12 millimetri. «Anche per il gruppo di alimentazione che porta il materiale sotto la pressa», ha detto Albini in proposito, «l’ufficio tecnico ha optato per due alimentatori, sempre allo scopo di accogliere le esigenze di poter gestire al meglio materiali e spessori molto variabili, con regolazioni di pressione, dello spessore, dell’apertura per lo sgancio piloti che avvengono tutte in automatico».

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