Auguri “Lamiera”, la rivista al passo coi tempi

Nel marzo del 1964 faceva la sua apparizione nell’universo dell’editoria italiana una nuova rivista trimestrale, edita da Pubblitecnica di Milano. La prima copertina era completamente grigia con una precisazione, fondamentale, immediatamente sotto la scritta “LAMIERA” che troneggiava al centro della pagina: “Rivista tecnica per la produzione, nobilitazione e lavorazione dei nastri e della lamiera. Dei tubi e dei profilati”. Sulle attuali vivaci copertine della nostra rivista nulla è rimasto dell’austera prima edizione, eccetto il tipo di carattere (il font) della scritta LAMIERA che si è mantenuto per mezzo secolo. Ripercorriamo lo sviluppo nei primissimi anni: dal 1966 la rivista è diventa bimestrale, nel numero di gennaio-febbraio 1966 compare la prima immagine a colori (una linea di produzione di lamierini magnetici rotorici e statorici con stampi in metallo duro Widia), dal marzo 1966 la casa editrice diventa la attuale “Tecniche Nuove”, dall’ottobre 1966 anche la copertina è a colori e infine dal 1968 la rivista diventa mensile segno evidente del suo interesse. Nel suo primo editoriale il direttore responsabile, l’Ing. A. Giordano, così scriveva «…Preciseremo dunque anzitutto che alla base della nostra iniziativa sta la carenza di una documentazione settoriale adeguata alle esigenze dei tempi che corrono. La meccanica e la metallurgia sono campi di una vastità pressoché sconfinata; e attingere dall’imponente mole della relativa letteratura tecnica il materiale informativo di interesse specifico per quanti hanno a che fare in un modo o nell’altro principalmente con la lamiera, diventa una faccenda improba, specie per le numerose medie e piccole aziende alle quali rimane quindi in pratica precluso l’accesso a pubblicazioni non di rado di fondamentale importanza. … D’intonazione prevalentemente pratica il contenuto abbraccerà tutti campi dalla produzione all’impiego dando il debito posto anche alla ricerca e alle tecniche d’avanguardia, come è necessario per il tempestivo orientamento delle iniziative industriali e commerciali in un era in cui il progresso marcia a passi da gigante…» Concordo pienamente con quanto scritto tanti anni fa. Tant’è vero che nel mio primo editoriale (sono già passati dieci anni!) scrivevo «…Se devo esprimere, in estrema sintesi, l’obiettivo che mi propongo di raggiungere in questa mia nuova esperienza direi proprio: Aiutare gli addetti del settore a capire come addomesticare la lamiera». Ed è ancora innegabilmente vero che, nonostante i prodigiosi sviluppi nel campo delle comunicazioni dovuti a Internet, vi è ancora tanta difficoltà ad accedere alla documentazione tecnica qualificata. In questo campo la rivista Lamiera (ma direi tutta la casa editrice Tecniche Nuove) ha fatto e sta ancora facendo molto. Per quanto riguarda i contenuti, sfogliando i primi numeri si nota che la rivista era già di elevato livello tecnico-scientifico, gli articoli pubblicati riguardavano gli interessi principali degli addetti al settore a metà degli anni ‘60. Scorrendo gli indici si trovavano approfondimenti riguardo: l’imbutitura, lo stampaggio, il comportamento dei cilindri di laminazione a freddo e a caldo, i rivestimenti protettivi, le scatole per la conserva alimentare, processi innovativi di saldatura (ad alta frequenza), la piegatura, la tranciatura e la tranciatura di precisione (fine), le metodologie di tracciatura, la metallurgia in generale, l’automazione degli impianti di produzione. Osservando l’indice degli ultimi numeri della nostra rivista possiamo osservare come alcuni argomenti (la maggior parte) sono ancora presenti mentre altri, raggiunta la maturità tecnologica non compaiono più (scatole alimentari per esempio) altri sono ovviamente nuovi (cito solo LASER). Segno evidente che la rivista è stata in grado di correre a pari passo con lo sviluppo tecnologico seguendo da vicino i nuovi processi produttivi, senza però perdere di vista le problematiche di processi consolidati coi quali però, spesso, viene ancora realizzata la maggior parte della produzione (per esempio tranciatura, stampaggio, imbutitura ecc) e sono tutt’altro che privi di problematiche. È difficile concludere un editoriale in cui si celebrano i cinquanta’anni della rivista senza augurandogliene almeno altrettanti ricchi di successo continuando a essere, come è stata fin ora, un riferimento tecnico per chi si occupa del settore. A iniziare dall’importante convegno che si terrà durante la manifestazione fieristica “Lamiera” il 16 maggio. Infine, auspico che anche in futuro la rivista mantenga l’attuale equilibrio nell’affrontare le problematiche delle “vecchie” e delle nuove tecnologie, si mantenga come dice una canzone di PierAngelo Bertoli: «… con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro». Buon cinquantesimo compleanno cara vecchia “LAMIERA”!

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