Bilanci d’Acciaio: dall’analisi dei numeri, lo stato di salute della filiera

Crolla l’utile nel 2015 delle imprese della supply chain siderurgica: perso il 95% del valore complessivo rispetto al 2014. Fatturato totale a 36 miliardi di euro. Tiene l’ebitda Laghi (commissario straordinario Ilva): atteso parere sui piani ambientali nel corso della prossima settimana

Occasione per valutare la situazione complessiva della filiera dell’acciaio e confronto tra i leader del settore. Questo è stata la presentazione dello studio «Bilanci d’Acciaio», trasferita per la prima volta a Milano dopo sette edizioni a Brescia.

La ricerca, curata dall’Ufficio studi di Siderweb e arricchita dal commento dell’Università degli Studi di Brescia, contiene l’analisi economico-finanziaria dei risultati di bilancio 2015 di 3400 imprese italiane dell’acciaio. Aziende che sono ripartite in 32 cluster e secondo 5 macro-categorie:

  • produzione di acciaio (semiprodotti, acciai al carbonio e legati, acciai inossidabili, laminazione di prodotti piani e lunghi, produzione di tubi, forgiatura e fucinatura, stampaggio a caldo dell’acciaio, trafilatura, fusione di acciaio e ghisa);
  • centri servizio (inox, piani, tondo, travi e laminati);
  • distribuzione dal pronto (inox, piani, lunghi, tubi, generalisti, agenti e rappresentanti di case estere);
  • commercio di rottame e ferroleghe;
  • utilizzatori (viterie e bullonerie, mollifici, carpenterie, prodotti in metallo, elettrodomestici, macchine agricole e movimento terra, macchine e apparecchi meccanici, automotive, altri mezzi di trasporto, costruzioni, oil & gas).
Un'immagine del convegno.
Un’immagine del convegno.

«”Bilanci d’Acciaio”, giunto ormai alla ottava edizione, è la sintesi di un’analisi in chiave strategica condotta in profondità su tutta la filiera dell’acciaio in Italia – ha affermato il presidente di Siderweb, Emanuele Morandi -. I numeri che emergono ci raccontano di una realtà “sfilacciata”, dove il divario tra le imprese più competitive e quelle meno performanti si sta ulteriormente ampliando».
E a confermarlo, gli interventi di presentazione dei risultati condotti da Gianfranco Tosini, membro dell’Ufficio studi di Siderweb, e Claudio Teodori, professore ordinario dell’Università degli Studi di Brescia.

FATTURATO E UTILE IN CALO – Le imprese della filiera dell’acciaio (raccolte nelle prime quattro delle cinque macro-categorie sopra descritte) analizzate nell’ambito della ricerca hanno totalizzato nel 2015 un giro d’affari di 36,6 miliardi di euro, in calo del 10,1% rispetto ai numeri del 2014 (40,7 miliardi di euro). Ma a fronte di un Ebitda stabile nel confronto annuo, attestatosi a 2,5 miliardi di euro, è il risultato netto ad evidenziare un profondo peggioramento. Con un utile nell’esercizio 2015 di 7,002 milioni di euro, il peggioramento rispetto ai 149,6 milioni di euro del 2014 è pari al -95%.

LO SCENARIO – La produzione di acciaio è diminuita nel 2015: di quasi il 3% nel mondo, del 7% in Italia (per i piani, si pensi al ridimensionamento dell’ILVA; per i lunghi alla stagnazione della domanda interna). Uno scenario peggiore rispetto alle attese, caratterizzato da una decelerazione della domanda di acciaio. Tutto ciò non poteva che avere conseguenze sullo stato reddituale e finanziario delle imprese siderurgiche.

La situazione più preoccupante si riscontra nei centri servizio, che «in tutte le dimensioni, soprattutto quelle finanziarie, appare carente» ha affermato il professor Teodori. Ha peggiorato la propria posizione relativa la produzione, che pure ha un’adeguata solidità, «soprattutto per alcuni valori non caratteristici, indicatori di processi di ridefinizione del comparto». È il commercio di rottame che, nel triennio, ha fatto registrare la posizione relativa migliore, anche se con «una non soddisfacente solidità». Il commercio di acciaio, di contro, «migliora il suo posizionamento, soprattutto per merito della redditività» ha commentato Teodori.

L’80% del valore aggiunto complessivo della filiera è ottenuto dalla produzione, il 7% dal commercio di acciaio, l’8% dai centri servizio e il 5% dal commercio di rottame e ferroleghe.

«L’incidenza complessiva del valore aggiunto caratteristico sul fatturato nel triennio 2013-2015 cresce progressivamente seppur in misura limitata, – ha aggiunto Teodori – passando dal 13,8% al 15,5%. La produzione genera il maggiore valore aggiunto per unità di fatturato (19,3%), seguono il commercio di acciaio e i centri servizio, con valori simili intorno al 10%; infine, il commercio di rottame e ferroleghe con un valore prossimo al 6%».

PRODOTTI PIANI
– I laminati piani hanno beneficiato, nel 2015, della forte ripresa del settore della fabbricazione di autoveicoli (+27%). In calo, invece, i flussi commerciali verso l’estero.

PRODOTTI LUNGHI – Nei flussi commerciali con l’estero, i laminati lunghi «sono stati ancora penalizzati dalla stagnazione del settore delle costruzioni» ha sintetizzato nel proprio intervento Gianfranco Tosini. A incidere in modo negativo lo scorso anno anche il calo delle vendite nei due principali mercati di sbocco, rappresentati da Germania e Algeria.

«Dal punto di vista sia produttivo che economico-reddituale, sul diverso andamento di questi due comparti siderurgici (prodotti piani e lunghi ndr) – ha spiegato Tosini – hanno influito il livello di attività dei settori utilizzatori di acciaio, la dinamica dei flussi commerciali con l’estero, l’evoluzione dei prezzi delle materie prime».

IMPORT EXPORT – È stata aggressiva la concorrenza soprattutto dei produttori cinesi nel campo dei flussi commerciali con l’estero. Ciò ha provocato un aumento delle importazioni (+20%) e un calo delle esportazioni (-5%).

MATERIE PRIME
– Nel 2015 è proseguita la caduta dei prezzi delle materie prime impiegate nell’industria siderurgica. È diminuito del 43% il prezzo del minerale di ferro. «Considerato che i prezzi dei laminati piani ottenuti con questa materia prima si sono ridotti dell’11%, ne consegue che le imprese di questo comparto hanno beneficiato di un miglioramento dei margini» ha sottolineato Tosini nel proprio intervento. Il prezzo del rottame è calato del 19%, del 10% quello dei laminati lunghi ottenuti con questa materia prima. Per questo, ha fatto notare Tosini, «il miglioramento dei margini delle imprese di questo comparto è stato molto più contenuto rispetto a quello delle imprese del comparto dei piani».

TAVOLA ROTONDA: DAZI E CINA AL CENTRO DEL DIBATTITO SIDERURGICO NAZIONALE – Tornano con prepotenza due temi sulla scena della siderurgia nazionale. Affrontati dai partecipanti alla tavola rotonda di Bilanci d’Acciaio, i relatori presenti hanno fornito un’opinione nel complesso uniforme su entrambe le questioni. «La competizione è globale e, pertanto, qualsiasi correzione o protezione non può essere considerata che una soluzione temporanea – ha affermato Francesco Rondinelli, Emea Head of Purchasing CNH Industrial -. È inevitabile considerare il peso incarnato dalla componente prezzo. Allo stesso tempo, però, è necessario cambiare il trend evolutivo e comprendere in quali ambiti l’industria europea può risultare in vantaggio competitivo rispetto a quella cinese». Anche il CEO di ArcelorMittal CLN Distribuzione Italia Rinaldo Baldi si è espresso su simili posizioni, sostenendo la necessità di «una siderurgia europea reattiva a tutela della filiera». Allo stesso tempo, però, ha affermato che sebbene «la condizione che si è creata sia difficile da sostenere, non possiamo dimenticare che azioni di protezione commerciale possono generare effetti domino». L’istituzione di dazi su prodotti siderurgici con provenienza cinese, ad esempio, ha sì «generato un incremento delle quotazioni in Europa a causa di una contrazione reale o temuta di offerta, ma lo stesso trend di ascesa dei prezzi si è verificato anche in Cina, con rincari nell’ordine del 30-40%». Una condizione che afferma a chiare lettere quanto «le dinamiche cinesi siano di dimensioni tali da generare impatti in tutto il mondo». «Consentire alla Cina di essere un’economia di mercato e ricorrere solo successivamente all’istituzione di dazi potrebbe rappresentare una pratica complessa – ha dichiarato Enrico Laghi, commissario straordinario di Ilva -. In questo contesto, pertanto, il processo di ambientalizzazione che stiamo seguendo determina un costo di produzione più elevato e ci pone di fronte alla difficoltà che deriva dalla disomogeneità normativa tra Paesi, anche all’interno della stessa Europa». Il direttore generale di Banco Popolare, Maurizio Faroni, si è appellato all’auspicio che le aziende della filiera siderurgica possano «operare in una condizione di fair competition e di condizioni di partenza livellate», anche se le imprese italiane hanno dimostrato «una ristrutturazione della loro organizzazione e della loro condizione finanziaria». «Nel biennio 2012 -2013 parlavamo di un rischio di mancati pagamenti – ha dichiarato Ernesto de Martinis, CEO Coface Italia -, ma già dallo scorso anno si è evidenziato un andamento tecnico della siderurgia sul mercato interno migliore rispetto all’andamento tecnico dell’export. Sintomo che le imprese hanno intrapreso un percorso convincente di ristrutturazione».

ILVA: ATTESO PARERE SU PIANI AMBIENTALI NEL CORSO DELLA PROSSIMA SETTIMANA – «Ci aspettiamo di ricevere nel corso della prossima settimana, probabilmente verso la fine, il parere del ministro dell’Ambiente» sui piani ambientali presentati dalle cordate in campo per l’acquisizione degli asset di Ilva. Lo ha dichiarato il commissario straordinario di Ilva, Enrico Laghi, a margine della tavola rotonda di Bilanci d’Acciaio.  Un parere che dovrà essere poi esaminato dai commissari. «Verificheremo se occorrerà integrare o modificare i piani in relazione ai contenuti del parere – ha dichiarato Laghi -. Lo comunicheremo agli investitori, che a quel punto decideranno di formulare la loro offerta in un termine che è previsto dalla legge. Poi avremo un’interlocuzione con il ministero dello Sviluppo Economico». Quanto all’individuazione dei possibili investitori «credo che tra la fine dell’anno e la metà di gennaio 2017 dovrebbe potersi completare l’iter. Dipenderà se ci saranno due offerte, oppure una. È chiaro che richieda maggior tempo l’esame di proposte fra loro concorrenti». Il programma di cessione delle attività dovrebbe concludersi intorno alla metà del 2017.

IL PREMIO «BILANCIO D’ACCIAIO» – Per il terzo anno, al termine del pomeriggio di lavori, è stato consegnato il premio «Bilancio d’Acciaio». Ideato da Siderweb – la community dell’ACCIAIO, il riconoscimento intende rimarcare i risultati delle aziende che hanno fatto registrare i tassi di crescita e di redditività più alti nel rispettivo comparto, considerate le scelte di finanziamento attuate.

Questi i requisiti per la partecipazione: essere inclusi nello studio Bilanci d’Acciaio e avere un valore della produzione annuo per l’esercizio 2015 (ultimo anno del triennio esaminato) superiore ai 2 milioni di euro.

La giuria (presieduta da Claudio Teodori, docente dell’Università degli Studi di Brescia, e composta da Gianfranco Tosini e Stefano Ferrari dell’Ufficio Studi di Siderweb) ha preso in considerazione sei indicatori:

  • tasso di redditività complessiva (ROA riferito all’ultimo esercizio disponibile);
  • tasso di marginalità sulle vendite, identificato nell’incidenza dell’EBITDA sulle vendite (riferito all’ultimo esercizio disponibile);
  • redditività delle vendite, identificato nell’incidenza dell’EBIT sulle vendite (riferito all’ultimo esercizio disponibile);
  • incidenza degli oneri finanziari sull’EBITDA (riferito all’ultimo esercizio disponibile);
  • rapporto di indebitamento complessivo, identificato dal rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri (riferito all’ultimo esercizio disponibile);
  • tasso di crescita del fatturato (media dell’ultimo triennio).

Ciascun indicatore è stato ordinato secondo due modalità: la distanza dal valore medio e la posizione relativa assunta, attraverso un processo di standardizzazione. Sono state quindi stilate due classifiche ed è stata valutata la posizione complessivamente raggiunta. Per ciascuna delle otto categorie sono stati, infine, nominati tre finalisti e quindi i vincitori.

Di seguito i premiati:

Commercio di rottame e ferroleghe – Ecolfer Srl
Nata negli anni ’50, l’azienda ha sede a La Salute di Livenza (VE). Si occupa di raccolta, selezione e riciclo di rottami ferrosi e di altri tipi di rifiuti. Si estende su un’area di 20mila metri quadrati e occupa oltre 40 addetti.

Centri servizio – Tomatis Lamiere Srl
Fondato nel 1963, il centro di subfornitura ha sede a Cuneo. In una struttura di oltre 13mila metri quadrati, l’azienda si occupa anche della lavorazione di tubi e profilati in due impianti di taglio laser tridimensionale.

Trafilerie e lavorazioni da filo – Metallurgica Alta Brianza SpA
L’azienda nata nel 1949 ha la propria sede a Lecco ed è parte, insieme ad altre tre imprese, di «Steelgroup». Nello stabilimento di 32mila metri quadrati hanno sede il magazzino e l’area dedicata alla produzione di barre in acciaio trafilate, pelate e rullate.

Forge e stampaggio a caldo – Forgiature Vitali Srl
L’azienda ha sede a Milano e dispone di un deposito a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo. Si estende su una superficie totale di 23mila metri quadrati. Nata nel 1937, oggi produce fucinati in acciai al carbonio e legati, anelli laminati, e forgia metalli a disegno.

Prima trasformazione – Zincofer Srl
L’azienda ha due linee di impianto dedicate all’elettrozincatura di laminati di acciaio in coils e una linea di taglio. Costituita nel 1979, ha sede a Gallignano di Soncino, in provincia di Cremona. Si estende su un’area di oltre 10mila metri quadrati.

Produzione – Acciaierie Venete SpA
A capo dell’omonimo gruppo, l’azienda ha la propria sede legale a Padova. Nata nel 1957, ha operato prima del campo delle commodity per poi dedicarsi, dagli anni ’80, alla produzione di acciai lunghi di qualità. Il gruppo può contare su sette stabilimenti sul suolo nazionale.

Commercio di acciaio e distribuzione – Olivini Giuseppe SpA
L’azienda ha sede a Flero, in provincia di Brescia. Si occupa di distribuzione di acciaio dal pronto. È parte dell’omonimo gruppo che comprende anche imprese che producono tondi forati, distribuiscono tubi per applicazioni meccaniche e tondi laminati, forgiati e da colata continua.

Fonderie – Fonderia Augusta Srl
Fondata nel 1970 ad Almè, sette anni dopo l’azienda si è trasferita e stabilita a Costa di Mezzate, sempre in provincia di Bergamo. Realizza getti in acciaio e leghe speciali. Impianti e macchinari occupano un’area di oltre 8mila metri quadrati.

1 commento

  1. Analisi utile per conoscere il mercato italiano dell’acciaio , ma soprattutto per l’interesse manifestato nell’attribuzione di premi a imprese che si sono distinte per loro specificità. La problematica degli acciai cinesi è stata evidenziata con chiarezza in poche righe.
    L’auspicio è che ILVA esca dall’empasse che oramai dura da troppo tempo e che consenta con la ripresa dei piani di godere del buon momento dell’auto.

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