Bilanci d’acciaio: l’auto corre, l’economia si consolida

Sono indubbiamente solidi i 127 consuntivi di altrettanti grandi gruppi siderurgici internazionali che il docente bresciano Gianfranco Tosini, responsabile dell’ufficio studi di Siderweb, ha analizzato in occasione dell’assegnazione del premio Bilanci d’acciaio a Milano.

Bilanci d’acciaio – la fotografia mondiale

Le cifre hanno consentito a Tosini di scoprire che nel complesso la gestione industriale Ebit-ricavi è passata dalla soglia dello 0,6 a quella del 3,2% e l’utile assoluto è stato positivo per 14 miliardi circa. La remunerazione a favore degli azionisti è balzata da -4,7 a +4,2%, laddove indagando la redditività della gestione caratteristica si sono notate due aree capaci di andare oltre i parametri dell’Ebitda ottimale. Si tratta di quella turca e di quella russa. Anzi, stando a Tosini, l’utile netto delle imprese siderurgiche della galassia moscovita è attorno ai sei miliardi. A indicare cioè che, in contrasto con le tante negatività del recente passato, la potenza di fuoco per acquistare e ristrutturare in Europa c’è tutta. Chi pare avere il fiato corto e poca capacità di investire sono Giappone e India, segno che con il suo Ebit a +2,9% la Cina ha recuperato dalle criticità ed erode anzi il business di altri colossi dell’Asia. In Europa e in Italia i settori utilizzatori di acciaio hanno salutato lo scorso anno una impennata dell’1,2 e del 2,2% rispettivi. Su questo ultimo dato pesa per il 18% il progresso da sette punti percentuali del mondo auto, che contrasta con il crollo del bianco e che tuttavia nel nostro Paese è ancora per il 13% sotto i livelli del 2007. L’automobile ha dato forte impulso ai fatturati dei comparti clienti (+3,8%) fra i quali hanno sofferto molto le carpenterie (-17%) e lo oil & gas (-22%). Si è osservata, nelle stime di Tosini, la notevole performance di lunghi (+300 mila tonnellate) e piani (+600 mila circa), a dispetto della saturazione del fronte nordafricano. Ed entrambe le classi merceologiche hanno invece assistito a un decremento delle importazioni.

La situazione in Italia

Passando alla situazione della Penisola, il numero uno dell’ufficio studi di Siderweb Gianfranco Tosini ha evidenziato lo zero dell’Ebit-gestione caratteristica dei semilavorati, fra lingotti e bramme. A farvi da contraltare, il dato europeo del 5%. L’industria tricolore si allinea con più fedeltà al resto dell’Ue su acciai legati e al carbonio (+3,9% di Ebit contro il +3,8 degli altri Stati membri). E la redditività per gli azionisti è sovente più interessante qui che non altrove, segnatamente su prodotti come gli acciai inossidabili, per esempio, o i tubi. E ancora, i livelli degli indici di indebitamento sono più incoraggianti al di qui delle Alpi che non altrove, stando alle considerazioni di Tosini. Tanto l’Eurozona quanto l’Italia dovrebbero avere ottenuto risultati migliori nel corso del 2017, quando la domanda globale di prodotti della siderurgia è aumentata del 5% e i volumi produttivi sono saliti del 5,6%, a dispetto delle già menzionate incognite della geopolitica. Mentre le commodities hanno proseguito il loro cammino fatto di balzi in doppia cifra, specialmente riguardanti il rottame e il minerale, permangono le difficoltà dovute alla contrazione dei margini. In Italia la produzione cresce del 2,5%, approssimativamente la metà di quanto il resto d’Europa riesce a esprimere; e l’attività dei settori utilizzatori è cresciuta di un terzo rispetto alla concorrenza. Le continue sofferenze dell’edilizia sono, da questo punto di vista, la principale fonte di difficoltà per i lunghi. La sorpresa, infine, è arrivata dalla produzione di macchine utensili, che non ha generato il boom atteso col piano Industria 4.0.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here