Carpenteria, una forma d’arte

L’arte della carpenteria è probabilmente antica come il mondo, i primi esempi risalgono addirittura alla preistoria. Con tale denominazione ci si riferisce in generale, come definisce lo Zingarelli,  all’«Arte di preparare e congiungere elementi di un materiale e formare le varie membrature di una costruzione». Nelle definizione stessa è evidente la distinzione tra due fondamentali operazioni: una prima fase di preparazione dei singoli pezzi e una successiva fase di assemblaggio.Per secoli il materiale utilizzato è stato il legno che veniva preparato con rara abilità dai maestri d’ascia e poi unito con le tecniche classiche del settore (incastri, pioli, chiodi, ecc). Oggi ci si riferisce molto più spesso (soprattutto nel nostro settore) alla carpenteria metallica dove il materiale impiegato è soprattutto l’acciaio in varie tipologie di semilavorato: putrelle laminate di varia sagoma e dimensioni, particolari ottenuti mediante lavorazioni con macchine utensile e, ovviamente, la nostra cara lamiera e altre forme ancora.  Per la preparazione dei particolari in lamiera si utilizzano le tecniche classiche di piegatura, stampaggio, taglio. Anche per l’assemblaggio ci si rifà normalmente a tecnologie mature quali la saldatura a punti o continua, la bullonatura, la chiodatura ecc. Potremmo quindi definire la preparazione di una scocca di un’automobile per la cui realizzazione la lamiera viene prima tagliata, stampata e poi unita, una lavorazione di carpenteria? Direi di no! Nella mia mente, quanto sento parlare di carpenteria, si focalizza l’immagine di un’arte: l’immagine di artigiani che preparano con cura i pezzi che poi assemblano con rara capacità e li accoppiano con cura facendoli combaciare perfettamente con un magistrale colpo di lima (oggi direi di “flessibile”!) riuscendo a depositare ad arte “gocce” di saldatura in modo da non far deformare il prodotto finale! La carpenteria richiama quindi alla costruzione di un particolare unico in cui la capacità del singolo è ben più importante di tutte le procedure di assemblaggio. Niente a che vedere insomma con le complesse linee automatizzate di assemblaggio utilizzate in campo automobilistico. Sicuramente la mia immagine è un po’ retrò. Sono consapevole del fatto che oggi la carpenteria si avvale, per esempio per la preparazione dei singoli pezzi, delle più moderne tecnologie così come per la giunzione degli stessi. È altrettanto evidente quali e quanti problemi si possano nascondere nella produzione “a commessa singola” a proposito di qualità finale. Proprio per questo le capacità di un carpentiere sono essenziali. E questo pone altri problemi legati al reperimento di manodopera altamente qualificata. Mi piace concludere con il paragone (che spesso riporto) tra la lavorazione della lamiera e quella dei tessuti. Entrambi vengono in generale tagliati, preformati e uniti tra loro. Potremmo dire, utilizzando la terminologia delle proporzioni, che la lamiera sta al tessuto come la carpenteria sta alla sartoria! Entrambe sono forme d’arte. Voi cosa ne pensate?

P.S. Con questa mia visione un po’ romantica delle carpenterie vi invito tutti a fare una passeggiata tra i viali della fiera MECSPE, in programma a Parma dal 21 al 23 di questo mese. In modo particolare potremmo darci appuntamento nel quartiere delle lavorazioni della lamiera, dove l’arte delle carpenterie è in mostra.

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