Centri laser in Italia, quale futuro?

La situazione congiunturale venutasi a creare a partire dal 2009 è senza dubbio di tipo globale. Ne sono stati investiti, chi più chi meno, tutti i settori industriali, economici e finanziari. Ad un simile disastro planetario non poteva chiaramente sottrarsi il comparto delle lavorazioni conto terzi e in questo le lavorazioni mediante laser. Crisi e momenti di “stanca” precedenti ci hanno già chiaramente indicato che questo settore risente delle evoluzioni depressionarie in misura minore di altri, anche se con tempi di reazione maggiori. Il motivo è sostanzialmente legato al maggiore valore aggiunto creato da queste lavorazioni, altrimenti non fattibili con la stessa qualità e velocità. Nella nostra nazione la recessione in questo settore si sente in modo più pesante di quanto non avvenga negli altri paesi industrializzati. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto perché gli impianti installati sul nostro territorio sono molto più numerosi di quanto non avvenga in altri paesi(quasi il doppio di quelli presenti in Germania; quattro volte quelli situati negli USA o in Giappone) e, operando prevalentemente nel mercato interno, ricevono commesse prevalentemente da quelle aziende che esportano i loro prodotti. Un altro motivo è dato dalla ridotta dimensione (come numero di addetti) di questi centri: in Italia inferiore a 10, contro i 70 della Germania e i 2 di USA e Giappone. A tutto questo occorre aggiungere la praticamente inesistente connessione tra questi centri e gli Istituti di ricerca pubblici che risultano essere, in minima parte, legati alle aziende nazionali produttrici di sistemi laser e, per la gran parte, relegati con scarsi finanziamenti a operare in settori di interesse puramente accademico, scorrelati da reali applicazioni industriali anche di medio periodo. Tutto questo sfocia in una praticamente inesistente (salvo rare eccezione) trasmissione d’informazioni che possano indirizzare questi centri verso le nuove applicazioni lungo le quali si sta indirizzando la tecnologia laser nelle applicazioni industriali delle lavorazioni meccaniche. La conseguenza di tutto questo è che i centri laser italiani rimangono in prevalenza legati alle lavorazioni di taglio e piega con cui sono nati quasi 20 anni or sono, dovendo combattere tra loro in una costante contrazione dei prezzi delle loro prestazioni. Tutto questo sta già causando la progressiva chiusura di un numero sempre maggiore di questi centri, con la perdita di competenze tecnologiche. Vorremmo fare qui un’ultima considerazione al riguardo. Normalmente si abbinano le ridotte dimensioni di questi centri laser con una scarsa propensione e/o capacità di investimento. Questo non è vero, in linea generale, e la dimostrazione è data dal numero di impianti laser che annualmente vengono acquistati in Italia e che, pur essendo in costante flessione, rimane tra i più elevati tra i paesi occidentali. Il problema è invece che questi investimenti vengono in prevalenza fatti verso sistemi laser “tradizionali”, magari con maggiori prestazioni o con costi di utilizzo inferiori, e non in nuove tecnologie applicative che vadano oltre il semplice “taglio e piega”. Ritorna qui l’indispensabilità per questi centri di essere maggiormente informati sull’evoluzione della tecnologia nella subfornitura laser. A qualcuno può venire l’obiezione: «ma noi presenziamo alle più importanti fiere del settore!» Non è certamente da queste fiere che si possono avere indicazioni tecnologiche: esse sono in prevalenza la vetrina delle soluzioni migliori della tecnologia esistente, non possono e non vogliono dare indicazioni sulle evoluzioni. Questo compito è, in generale, riservato agli incontri tecnici: in Germania questi si susseguono, in media, uno ogni 15 giorni, in Italia 1-2 all’anno! Durante la fiera Mecspe (presso la Fiera di Parma, 21-23 marzo 2013) Tecniche Nuove ha voluto organizzare uno di questi incontri dedicato al futuro dei centri di subfornitura laser italiani: “La subfornitura laser in Italia verso il 2020” (nella mattinata del 22 marzo). In questo incontro titolari di centri laser esteri presenteranno le innovazioni da loro introdotte sia dal punto di vista tecnologico (uscendo dalla solita schematizzazione: laser a CO2 o in fibra?) che da quello gestionale. A questo punto, rimanendo in attesa di conoscere le vostre opinioni in merito, un grande arrivederci a Parma.

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