Con il laser in fibra si risparmia e si aprono nuove porte

Il centro laser Venezian & Gnoato ha progressivamente ampliato il suo parco macchine dotandosi di sistemi laser automatici e di macchine combinate. Ciò ha reso le lavorazioni più snelle, ha contribuito a risparmiare e ha aperto la strada alla lavorazione efficiente di lamiere sottili.

Rifilatura di componenti per lavastoviglie con l’unità Domino di Prima Power, dotata di sorgente a CO2 CP 4000 da 4 kW della consociata Convergent Lasers.

La realtà delle industrie venete è sempre molto sorprendente. Nella strada verso Bassano avevamo visto lo stadio della cittadina, sponsorizzato dalla società Euromeccanica che era posizionata sullo sfondo. Non pensavamo che quella fosse la capogruppo della società che avevamo in programma di visitare. L’arcano ci è stato gentilmente spiegato dal signor Daniele Gnoato, amministratore dell’azienda Venezian & Gnoato, anche attraverso un interessante libro che ci è stato poi gentilmente regalato: “Lo smalto e la ruggine” AA. VV. a cura di Archeometra. Dall’introduzione del libro possiamo leggere: « Nella storia di Bassano del Grappa la chiusura nel 1975 dello stabilimento “Smalteria e Metallurgica Veneta” costituisce un punto di svolta. Dopo la seconda guerra mondiale, l’azienda, con più di 1800 addetti, aveva raggiunto la sua massima espansione, trainata dal boom dell’edilizia. Inizialmente limitata alla costruzione di pentole in metallo smaltato, la produzione si era infatti allargata alla realizzazione di impianti sanitari e per il riscaldamento. L’impatto di questa chiusura sulla realtà bassanese fu, nell’immediato, catastrofico. Il venir meno della principale fonte di reddito per più di un migliaio di famiglie, mandò in frantumi l’economia locale». Qui interviene il giovane signor Gnoato che ci aveva gentilmente ricevuto: «Da questa catastrofe è però nato lo sviluppo industriale della zona attorno a Bassano del Grappa, poiché molti dipendenti dell’azienda, sulla base delle conoscenze ricavate per quanto riguardava la lavorazione della lamiera, hanno iniziato attività proprie che ora danno lustro alla nostra zona. Tra questi dipendenti vi era il signor Giorgio Venezian che fondò con mio padre Giovanni, la presente società Venezian & Gnoato (nel seguito: V&G), inizialmente dedicata alla realizzazione di stampi a freddo. Erano anni in cui si aveva una forte contestazione operaia, ma in cui si viveva ancora la parte terminale dello sviluppo economico italiano e, in questo contesto, chi aveva idee e voglia di intraprendere, poteva avere successo. Per sviluppare maggiormente le attività caratteristiche ed essere più competitivi, è stata creata Euromeccanica srl (per eseguire costruzione stampi e stampaggio della lamiera), Con gli anni sono poi nate: Tecnoacciai srl (per il commercio di acciai e utensili speciali); Safit srl (per la realizzazione di componenti per scarpe anti infortunistiche); Nikkopress srl (per la commercializzazione di componenti stampati in inox); Tasca srl (per lo stampaggio di componenti in inox); Euromotion srl (per la realizzazione di impianti per l’automazione) ed Eurven srl (per la realizzazione di compattatori ecologici); più una serie di partecipazioni in aziende per attività collegate. Da alcuni anni abbiamo riunito tutte queste iniziative sotto la Euromeccanica Holding, la cui scritta è posta sul campo sportivo di Rosà che avete visto. Ma tutto questo è nato, come la maggior parte delle industrie metalmeccaniche della zona, dalla chiusura dello stabilimento «Smalteria e Metallurgica Veneta» che era stata fondata nel 1925 da imprenditori di origine austriaca. Da questa chiusura i nostri genitori hanno creato un gruppo che ora comprende più di 150 addetti». Rimaniamo impressionati da questa illustrazione che, finalmente, ci da una spiegazione del grande proliferare in questa zona di aziende dedite allo stampaggio e alla lavorazione della lamiera. A questo proposito, interviene il nostro interlocutore: «Verso la fine degli anni ‘90, con l’ingresso nella Holding di noi figli dei fondatori, abbiamo concentrato l’attività di V&G solamente nella lavorazione 2D e 3D della lamiera e nella verniciatura a polvere dei componenti lavorati. La costruzione stampi e lo stampaggio dei componenti è stato indirizzato verso la società Euromeccanica srl dove avevamo un reparto di stampaggio fornito di un gran numero di presse oleodinamiche fino a 2000 ton e piano di lavoro 5000 x 2000 mm». Chiediamo il perché di tutto questo. Il signor Daniele così ci risponde: «Da una parte la necessità di dare una struttura più razionale al nostro gruppo, dall’altra, forse in maniera prevalente, l’evidenza della crescente importanza della lavorazione di precisione della lamiera per meglio definire la struttura ottimale della forma del componente in lamiera da preparare per lo stampaggio e, in questo cambiamento di indirizzo, si inserisce l’introduzione del taglio laser nella nostra azienda. Devo precisare che V&G ha mantenuto l’importante settore di verniciatura a polveri dei componenti in lamiera, dove ormai, vantando una esperienza ventennale con oltre 20 milioni di pezzi trattati all’anno, siamo diventati il punto di riferimento per molte aziende venete. Per soddisfare le esigenze dei clienti, ci siamo dotati negli anni delle attrezzature più recenti: 4 impianti automatici per il trattamento dei metalli ferrosi e la verniciatura elettrostatica a polveri; 12 cabine polivalenti con reciprocatori per l’applicazione delle polveri; 3 unità per tampografia in quadricromia; 1 impianto per satinatura e 2 per sabbiatura». Ma ora veniamo al laser, il vero scopo della nostra visita.

Il laser in azienda

Il signor Daniele ci dice: «Naturalmente la transizione operativa è stata abbastanza graduale, ma eseguita in tempi relativamente brevi poiché, normalmente, quando prendiamo una decisione la portiamo avanti celermente. A metà degli anni ‘90 abbiamo acquistato il nostro primo laser e per questo ci siamo rivolti a una primaria azienda italiana per avere tutto il supporto necessario: da Prima Industrie abbiamo così acquistato l’unità Laser Work, uno dei primi impianti 2D che l’azienda piemontese proponeva sul mercato.

Foto di repertorio della macchina combinata Lpe6f di Prima Power per lavorazioni di taglio laser e di punzonatura. Sotto il tavolo di lavoro si hanno tre cassetti per la raccolta ordinata dei pezzi con dimensione inferiore a 800 x 800 mm che vengono scaricati direttamente attraverso una botola.

Ne siamo subito rimasti entusiasti e, dopo poco tempo, ci siamo dotati dell’unità Laser Work Gold che, prima al mondo, aveva la possibilità di movimentare indipendentemente la lente di focalizzazione per ottimizzare le condizioni di lavoro alla diversa tipologia sia di materiali che di spessori. Con il passare degli anni la lavorazione della lamiera ha preso sempre più piede nella nostra azienda e, accanto al taglio laser, ci siamo dotati di piegatrici e unità di saldatura automatica per realizzare strutture finite. Naturalmente le nostre attrezzature si sono adeguate e ora abbiamo a disposizione 3 unità Platino per il taglio laser della lamiera 2D e 6 piegatrici». Chiediamo perché non si siano dotati anche di un sistema laser per poter operare su componenti imbutiti; la risposta è pronta: «Noi eravamo abituati a utilizzare stampi di tranciatura per rifilare i componenti stampati, ma nel 2009 ci siamo decisi a installare un’unità Domino con cui potevamo sia eseguire tagli 2D sia quelli 3D su oggetti che avessero una profondità di imbutitura entro una escursione di 400 mm. Inizialmente utilizzavamo questa unità all’80% per lavorazioni 2D, ora questa tipologia di taglio occupa (in media) la macchina per il 30%, la parte restante è tutta dedicata alla rifilatura dei componenti stampati dal nostro gruppo». Chiediamo come V&G veda attualmente il mercato della lavorazione della lamiera. La risposta è rapida e sorprendente: «Siamo contenti della scelta operata oltre vent’anni fa; per noi il settore è sempre stato in continua crescita e così pure il nostro fatturato. Certamente abbiamo dovuto continuamente investire, non solo in nuove macchine, ma sviluppando anche un Ufficio Tecnico adeguato alle sempre crescenti esigenze. Certamente il far parte di un Gruppo ha favorito questa nostra crescita, poiché con le nostre varie aziende siamo in grado di offrire una soluzione completa ai nostri clienti. Se fossimo stati isolati avremmo certamente avuto i problemi di tutti gli altri centri».

La macchina combinata

Visione della zona di lavoro della macchina combinata Lpe6f prodotta da Prima Power e installata presso il centro di lavorazione lamiere V&G. A sinistra la torretta con 48 utensili (riconfigurabile in ogni momento); al centro la testa di focalizzazione del fascio emesso da una sorgente in fibra da 3 kW; a destra l’unità a ventose per il carico dei fogli e lo scarico dei componenti lavorati .

Nel continuo sviluppo di V&G dall’ottobre 2012 è stata inserita la macchina combinata LPe6f (con campo di lavoro di 3 x 1.5 m) equipaggiato con una sorgente in fibra da 3 kW e punzonatrice servo-elettrica, prodotta da Prima Power, marchio della divisione macchine del gruppo Prima Industrie; L’ottica di acquisto è sempre la stessa: «Sostanzialmente noi non avevamo al momento dell’acquisto una grande necessità di eseguire deformazioni o filettature su componenti tagliati laser, tanto è vero che non avevamo in dotazione alcuna punzonatrice. Abbiamo preso questa macchina nell’ottica della diversificazione ma anche per la sua grande flessibilità e per il fatto di avere alla fine le parti tagliate già separate dallo scheletro della lamiera senza doverci districare tra tutti i fogli che venivano accumulati nella lavorazione notturna dai sistemi per il solo taglio laser. Attualmente, a distanza di pochi mesi dall’installazione, questa unità opera costantemente su tre turni e ha un carico di lavoro superiore a quello dei singoli sistemi laser. A poco a poco abbiamo iniziato a sfruttare le ampie possibilità di operare anche deformazioni sui componenti tagliati, cosa che ci eliminava la necessità di ricorrere, occasionalmente, a operatori esterni. Con questa unità siamo decisamente entrati ora nel settore della lavorazione della lamiera sottile in cui necessariamente vi sono molte aperture da eseguire: un settore che prima ci era estraneo». Curiosi come sempre, chiediamo le ragioni dell’acquisto di una macchina combinata utilizzante una sorgente in fibra. La risposta che riceviamo sembrerà ovvia al lettore: «Quando abbiamo acquistato il sistema non pensavamo esplicitamente alla possibilità di inserirci nella lavorazione della lamiera sottile; abbiamo pensato all’uso di laser in fibra prevalentemente perché presentava costi di esercizio e di manutenzione ridotti rispetto alla vecchia soluzione con sorgenti a CO2 e perché costituiva una novità nella nostra zona. Per quanto riguarda invece la scelta della macchina, questa è stata fatta in seguito alla constatazione della grande velocità nell’attrezzaggio della torretta, nel fatto di essere una macchina completamente elettrica e quindi con minori consumi e con maggiore precisione nelle lavorazioni di punzonatura. Determinante è stata poi la considerazione che con il gruppo Prima Industrie, avevamo sperimentato un ottimo servizio di assistenza e noi riteniamo che questo sia una premessa indispensabile nella definizione di un nuovo acquisto, specialmente per quelli complessi come era il caso della nuova combinata». Riccardo Pellegrini, di Finn Power Italia srl, ci dice in proposito: «Rispetto alle serie precedentemente prodotte dal gruppo, il modello LPe6f scelto dalla V&G offre una serie di vantaggi prestazionali distribuiti su diverse fasi del processo di lavorazione; Vantaggi incrementali sono infatti rilevabili nella velocità di punzonatura, nella rotazione degli utensili, nel cambio automatico degli utensili e nel tempo di riposta del taglio laser; Questi sono solo alcuni effetti che le nuove serie di combinate servo elettriche Prima Power mettono al servizio dei nostri clienti, con il risultato di avere una riduzione sensibile del tempo medio di lavorazione». Altro aspetto discriminante per la scelta del macchinario è stato, come accennato precedentemente, l’utilizzo nella periferia di carico/scarico di un sistema di robot a portale, LSR, che permette di gestire sia il carico della lamiera grezza che la separazione e la pallettizzazione dei componenti lavorati; Un sistema di prelievo misto ventose /magneti può essere programmato con estrema flessibilità in modo che anche pezzi prodotti con differenti geometrie possano essere prelevati dal piano di lavoro e ordinati su supporti euro pallet; Altri componenti che non hanno la necessità di essere pallettizzati, possono essere raccolti su diversi indirizzi di scarico sfruttando una botola di transito della dimensione di 800×800 mm; Grazie a queste molteplici soluzioni di scarico e al collegamento a un magazzino lamiera da cui prelevare il materiale grezzo e restituire i componenti lavorati, il macchinario LPe6f garantisce una continuità prestazionale anche nei turni non presidiati che soddisfa in pieno le esigenze della V&G, ottimizzando le produzioni consolidate e aprendo i settori di riferimento grazie alla possibilità di lavorazione aggiunti come deformazioni controllate e filettature multiple;

Sviluppi futuri

Dopo esserci complimentati con il signor Daniele Gnoato per l’interessante visita che ci ha dimostrato una volta di più la gran voglia della PMI italiana di espandere le proprie capacità produttive, nonostante il difficile momento economico, ci azzardiamo a chiedergli quali possano essere gli sviluppi futuri. «Non abbiamo ancora idee molto chiare in proposito, però ci sembra che una interessante prospettiva di sviluppo possa essere rappresentata dall’introduzione in fabbrica di una pannellatrice al fine di semplificare il lavoro delle nostre piegatrici. Ci sembrerebbe lo sviluppo più logico dopo l’acquisto dell’unità combinata». Concordiamo con questa analisi che non è dettata da necessità contingenti («come non lo è stato per l’acquisto della macchina combinata»), ma da una logica di sviluppo aziendale «in cui non si prevedono ritorni in tempi brevi». Lasciamo alle considerazioni finali l’aspetto forse più importante ovvero che il solo parco tecnologico di cui il gruppo è dotato non sarebbe così efficiente se non fosse «gestito» da un team di preziosi collaboratori tutti orientati verso lo stesso obiettivo ovvero il successo di una realtà consolidata e che ha ancora molto da esprimere.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here