Dal transistor al teletrasporto passando dai robot

Nel lontano 1948 tre scienziati dei Bell Laboratories, W. B. Shockley, J. Bardeen e W. H. Brattain, effettuavano una delle scoperte più importanti della storia dell’umanità: il transistor e in generale l’utilizzo dei semiconduttori. La scoperta ha avuto un’applicazione pressoché immediata, i tempi erano maturi. Per inciso altre scoperte, come il Laser, hanno dovuto attendere decenni per trovare una pratica applicazione per non dire quanto hanno dovuto aspettare le innumerevoli intuizioni di Leonardo. Ha rivoluzionato l’elettronica rimpiazzando i mastodontici ed esosi, dal punto di vista energetico, tubi catodici. Ha permesso lo sviluppo di sistemi e dispositivi elettronici sempre più piccoli ed energeticamente molto parchi. Ha reso possibile, in pratica, la rivoluzione informatica! Sicuramente da allora lo studio della fisica dello stato solido ha portato (e continua a portare) a tantissime altre scoperte grazie all’ingegno di molti grandi scienziati. Le metodologie utilizzate per produrre gli odierni circuiti integrati, con densità di milioni di transistor al millimetro quadro, non hanno molto a che fare con quelle utilizzate per “drogare” i semiconduttori, nell’immediato dopoguerra. Tuttavia il primo seme è stato gettato proprio allora. Questi minuscoli frammenti di silicio (in effetti nel 1948 era utilizzato il germanio) hanno rivoluzionato il modo di comunicare, di scrivere, di leggere, in poche parole direi: di vivere il nostro quotidiano. Non solo, hanno rivoluzionato anche i sistemi produttivi. Basti pensare che l’introduzione del Controllo Numerico (che ha stravolto il modo di “produrre truciolo” ma non solo) è proprio di quegli anni e sono certo che, senza il transistor, oggi non sarebbe così diffuso nei nostri siti produttivi. Questa rivoluzione ha avuto positive ricadute in molti altri settori. Ad esempio per le macchine per tranciatura, negli ultimi anni non si sono avuti sostanziali incrementi nelle prestazioni “meccaniche” quali la velocità o la forza, il sostanziale cambiamento tecnologico è stato l’introduzione dell’automazione del processo. Come nella tranciatura dei lamierini magnetici per motori elettrici, misurare in continuo lo spessore del nastro da tranciare e decidere, in tempo reale, quanti impilarne per ottenere la dimensione totale del pacco desiderata.  E non dimentichiamo i robot industriali: anch’essi derivano da questa straordinaria invenzione. Fondamentale è il loro impiego nell’asservimento delle macchine produttrici. Provate ad osservali mentre lavorano: vi è perfetta coordinazione tra la macchina ed il “servitore”, in certi casi sembra stiano eseguendo una magica danza! I Robot sono molto utilizzati in altri svariati settori industriali: dalle operazioni di Pick and Place a quelle tecnologiche, dall’assemblaggio alle operazioni di selezione, dalla verniciatura alla saldatura, ecc. ecc. In tutti questi ambiti l’evoluzione non si è fermata anzi, basta dare un’occhiata allo speciale sui Robot di saldatura presente in questo numero della rivista per capire quanto ancora l’automazione industriale potrà influenzare i sistemi produttivi. L’automazione ha reso le nostre metodologie di lavorazione sempre più preformati sia dal punto di vista della qualità e velocità delle lavorazioni sia quello sotto il profilo economico. Ma non dobbiamo dimenticarci che ha anche contribuito a migliorare la salubrità degli ambienti di lavoro. Basti pensare a tutti quegli operatori che erano giornalmente a contatto con i diluenti della verniciatura o con i fumi della saldatura e che oggi si dedicano alla ben più salubre programmazione dei Robot. E che dire delle noiose e alienanti operazione di montaggio (si veda il capolavoro “Tempi Moderni”) oggi eseguite da agili e infaticabili manipolatori? Sono convinto che Shockley, Bardeen e Brattain abbiano fatto un grande dono a tutta l’umanità. Talvolta fantastico pensando a quanto oggi sarebbero diverse le nostre abitudini quotidiane se a metà del secolo scorso tre  scienziati non si fossero divertiti a “drogare” il germanio, oppure provo a immaginare quanto influenzeranno la nostra vita futura i tre (al momento sconosciuti) scienziati che oggi in qualche laboratorio si stanno divertendo studiando chissà quale altra diavoleria (personalmente, visto il tragitto che mi attende tutti i giorni in A4, aspetto con ansia il teletrasporto!).

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