Energia sostenibile e ricerca, dall’ECCC Creep Conference i traguardi per il 2050

fig.1182 ricercatori ed esponenti dell’industria del settore energetico di tutto il mondo a confronto sulla grande sfida del 21° secolo: creare le basi per un mix energetico in grado di garantire sostenibilità, sicurezza e autonomia produttiva alle diverse realtà del globo. E il punto cruciale è la ricerca su materiali e componenti innovativi. Dal 5 al 7 maggio, 182 esperti mondiali ed esponenti dell’industria del settore energetico provenienti da 21 paesi, si sono confrontati sulle più avanzate ricerche condotte sui materiali e i componenti in grado di operare a elevate temperature e in ambienti aggressivi. Temi che rivestono un’enorme importanza per la sostenibilità ambientale nella produzione di energia, l’ottimizzazione e la sicurezza degli impianti di produzione, il risparmio energetico e, non ultimo, per lo sviluppo economico di tutti i paesi, a prescindere dal livello di industrializzazione. L’obiettivo dell’International ECCC Creep & Fracture Conference 2014 è consolidare ed estendere il bagaglio di conoscenze dei partecipanti e identificare i traguardi da raggiungere in termini di ricerca, design e standardizzazione sui materiali impiegati nel settore della produzione di energia. ECCC2014_CSM_CEO_Mauro_Pontremoli«Tale obiettivo è un’ulteriore conferma dell’impegno del Centro Sviluppo Materiali nel fare proprie le esigenze dell’industria nel settore e nel tradurle in azioni di sviluppo e di concreta applicazione» ha dichiarato Mauro Pontremoli, amministratore delegato del Centro Sviluppo Materiali.

L’ECCC, punto di riferimento per la ricerca

Nato nel 1991, l’ECCC (European Creep Collaborative Committee) è la massima espressione degli esperti europei sul tema del creep e della fatica ad alta temperatura di materiali quali acciai ferritici/martensitici, austenitici e superleghe a base Nichel e dei giunti saldati simili e dissimili. L’ECCC riassume le criticità e le prospettive dei produttori di acciaio e leghe speciali, dei progettisti e produttori di componentistica per le centrali termoelettriche e delle utilities.

Gli scenari futuri dell’energia, secondo il World Energy Council

Il panorama e le prospettive del settore energetico mondiale sono state delineate nel Rapporto «World Energy Scenarios to 2050» del World Energy Council, presentato all’ECCC Conference da Gilberto Callera e Paolo D’Ermo, rispettivamente presidente e energy studies & analyses manager del WEC Italia. Partendo dai risultati di questo rapporto, l’International ECCC Conference 2014 intende fornire ai decision maker strumenti utili a valutare l’impatto potenziale delle loro scelte sul futuro partendo proprio dai risultati di questo rapporto. «Abbiamo individuato due scenari mondiali, denominati Symphony e Jazz», ha spiegato Callera, «che prevedono un coordinamento mondiale delle politiche energetiche nazionali per combattere i cambiamenti climatici. Coordinamento che influirebbe positivamente, nei singoli stati, sulle scelte delle tecnologie per la produzione e l’utilizzo dell’energia». «Ma è necessaria, ha concluso, una maggiore attenzione dei governi sull’accessibilità ed economicità dell’energia, poiché le scelte sarebbero sostanzialmente guidate dalle regole del mercato».

Symphony e Jazz, due scenari a confronto

Symphony ipotizza un forte impegno dei governi nella ricerca e sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale, come le rinnovabili e la Carbon Capture and Storage (CCS) che, insieme al nucleare, contribuirebbero a ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2050. Nello scenario Jazz, le crescenti esigenze di domanda energetica verrebbero soddisfatte attraverso le risorse più accessibili ed economiche e con tecnologie più competitive, secondo una logica di puro mercato. «In questo scenario», ha commentato D’Ermo, «le tecnologie che troverebbero il più largo impiego nel settore elettrico sarebbero, soprattutto in Cina e India, il carbone super-critico e il ciclo combinato a gas con un ampliamento della capacità installata». Il rapporto prevede, entro il 2050, un incremento della domanda energetica pari a +61% per Jazz e +27% per Symphony. Anche con uno scenario più sostenibile, le emissioni di CO2 derivanti dagli usi energetici non sarebbero in linea con i valori auspicati dall’IPPC (International Plant Protection Convention) per la lotta ai cambiamenti climatici di lungo termine.

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