Il mercato europeo dei sistemi laser

Il settore delle lavorazioni meccaniche con fasci laser sta attraversando un periodo di grandi e decisive innovazioni dovute a diversi fattori: l’utilizzo in misura sempre maggiore delle sorgenti a stato solido con emissione a 1 μm (sorgenti in fibra e laser a disco), la crescente diffusione delle sorgenti a impulsi ultra corti per operare in maniera efficiente su molti componenti organici; l’impiego di sistemi di lavoro sempre più sofisticati e sviluppati avendo bene in mente la peculiarità delle lavorazioni laser;…. In questa situazione in rapido divenire risulta difficile raccogliere dati precisi sul mercato di queste lavorazioni e particolarmente arduo se si deve analizzare il solo mercato europeo che continua a essere la culla di queste innovazioni. Per rispondere alle richieste della redazione ci siamo rivolti ancora una volta all’amico Arnold Mayer, responsabile della società svizzera Optech Consulting (www.optech-consulting.com) specializzata in ricerche di mercato nel settore della fotonica.

Il mercato mondiale

Suddivisione del mercato per settori di impiego.
Suddivisione del mercato per settori di impiego.

Il mercato mondiale dei sistemi laser per applicazioni industriali ha raggiunto nel 2013 il volume record di 10,7 miliardi di dollari (si veda fig. 1), con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente (n.d.r.: analizzando questi numeri bisogna sempre fare molta attenzione in quale moneta essi sono espressi e al fatto che il cambio €/$ quest’anno è stato molto variabile. Per chiarezza, nella fig.2 riportiamo lo stesso grafico espresso in euro). In accordo con l’analisi di mercato effettuata dal dr. Mayer, il mercato per le applicazioni macro (che comprende le applicazioni di taglio, saldatura e marcatura) è cresciuto del 7% raggiungendo un volume di 8,2 miliardi di dollari pari al 76,6% dell’intero settore. Questo settore ha registrato quindi un andamento migliore rispetto a quello della macchina utensile che invece nel 2013 ha riportato un decremento del 9%. Le ragioni di questa elevata percentuale e di questo incremento di vendite sono molteplici. La principale, a nostro avviso, è legata alla grande diffusione di impiego delle sorgenti a stato solido con emissione a 1 μm nelle applicazioni di taglio (principalmente), specialmente dal secondo semestre 2013 in cui è stato dimostrato che era possibile superare le limitazioni che queste avevano nel taglio di acciai legati con spessori superiori a circa 7-8 mm, e in quelle di saldatura (specialmente con lo sviluppo di nuove tecniche per operare su leghe di alluminio, anche di elevato spessore). Non bisogna poi trascurare il fatto che questo settore comprende quello dell’Additive Manufacturing cioè la realizzazione di prototipi o piccole serie di oggetti metallici (mediante riporto di polveri metalliche fuse dal fascio laser, una lavorazione che ci risulta essere in rapida espansione in molti mercati avanzati). Non bisogna poi trascurare la sempre maggiore diffusione delle lavorazioni laser nelle industrie produttive asiatiche (Cina in particolare, il cui mercato per le sole applicazioni di taglio ha superato recentemente quello dell’intera Europa, allargata a Russia e Turchia). Il mercato delle lavorazioni micro, con un volume di vendite pari a 2,5 miliardi di dollari (pari al restante 23,4%), ha registrato nel 2013 un declino dell’1% rispetto all’anno precedente, in accordo con la ridotta richiesta globale di investimento nell’area dei semiconduttori che si è registrata in tutto il mondo, ma in particolare nel mercato asiatico (le lavorazioni laser micro sono prevalentemente utilizzate per realizzare semiconduttori, celle solari, circuiti stampati e display piani FPD). Per inciso occorre qui dire che l’Europa ha poco contribuito alla diffusione di queste lavorazioni che risultano avere un buon sviluppo solamente nei paesi del Nord Europa (l’Italia che, a partire dagli anni 80, era stata la culla in cui sono state sviluppate molte micro-lavorazioni laser (pensiamo allo sviluppo delle applicazioni del laser nel settore orafo che ci hanno visto come diretto protagonista per conto di una importante azienda del centro Italia) ha di fatto abbandonato questo settore che è stato conquistato dalle molte società laser asiatiche). Per chiarezza di interpretazione, racchiudiamo nella tabella 1 la classificazione delle applicazioni laser secondo la suddivisione tra macro e micro proposta dal Dr. Mayer.

Dettagli sui singoli settori

Può essere interessante esaminare i settori industriali in cui maggiormente siano state applicate nel 2013 le lavorazioni laser. Come si vede dallo schema della fig.3, l’impiego nei centri per la subfornitura è quello di gran lunga maggioritario considerando l’unione sia delle lavorazioni di metalli che quelle nell’industria elettrica ed elettronica, applicazioni che sono entrambe molto diffuse in Europa (al momento attuale prevalentemente solo le prime in Italia). Si deve notare che queste applicazioni sono leggermente cresciute in percentuale rispetto all’anno precedente, esattamente l’opposto di quanto è accaduto invece nel settore automobilistico, nonostante il gran numero di installazioni che si sono registrate in Asia (Cina in primis). Un altro settore in cui si è notata nel 2013 una contrazione è stato quello delle lavorazioni dei non metalli e questo nonostante il grande sviluppo che si è avuto con le sorgenti a impulsi ultracorti nel settore delle celle solari e dei dispositivi fotovoltaici. Infine si deve notare la contrazione nel settore dei componenti per il settore dell’utilizzo dell’energia solare. Questo è dovuto in parte alla contrazione dell’importante mercato cinese e, dall’altro, per la forte riduzione dei benefici fiscali agli utenti effettuata da alcuni governi europei (Germania e Italia in primis). A questo proposito può essere interessante analizzare i grafici della fig.4 in cui si vede l’evoluzione nel tempo delle vendite mondiali delle sole sorgenti laser che qui per maggiore comprensione sono suddivise nelle due categorie dei laser in fibra (in cui sono comprese anche le sorgenti a disco) e gli altri laser in cui sono naturalmente comprese le tradizionali sorgenti a CO2. Da questi grafici si possono trarre interessanti considerazioni. La prima è che, globalmente, nei sistemi laser la sorgente rappresenta circa il 23% dell’intero costo e questa percentuale risulta essere praticamente costante nel tempo anche se negli anni le componenti meccaniche ed elettroniche sono diventate sempre più sofisticate; la seconda è data dal continuo incremento nell’impiego delle sorgenti in fibra (in cui, come già detto, sono comprese anche quelle a disco).

 

Tab. 1: Mercato globale 2013 per i sistemi laser per lavorazioni meccaniche

Applicazioni MACRO Applicazioni MICRO
8,2 miliardi dollari 2.5 miliardi di dollari
Per i seguenti processi: Per le seguenti lavorazioni:
   Taglio Metalli e non     Microlitografia di semiconduttori E LED
   Foratura     Varie tipologie di FPD (LCD, OLED, PDP)
   Saldatura di metalli e plastiche     PCB e Packaging di circuiti integrati
   Marcatura     Circuiti ibridi e componenti
   Additive Manufacturing     Celle Solari
   Trattamenti Superficiali

Il mercato europeo

La crescita complessiva nel 2013 del 5% rispetto all’anno precedente delle vendite mondiali di sistemi laser per lavorazioni meccaniche avviene dopo una lunga crescita di oltre il 10% di questo mercato negli ultimi 10 anni (fino alla grande crisi del 2008). Questa ridotta crescita è stata prevalentemente causata dalla contrazione della domanda nelle nazioni del Pacifico registrata nella seconda metà del 2013. Questa regione, comprendendo Cina, Giappone e Corea, consuma ormai oltre il 50% dei sistemi laser industriali prodotti nel mondo. La domanda in Europa di questi sistemi, accreditata di circa il 30% del totale mondiale, è aumentata invece rispetto all’anno precedente di oltre il 10%. Questo incremento è stato trainato dalle aumentate vendite in Germania, Francia e Italia. Questo ha comportato un drastico cambiamento rispetto al 2012 in cui il mercato laser in Europa aveva registrato una diminuzione dell’8% rispetto al 2011. L’Italia è stato uno specchio abbastanza fedele di questo andamento generale, anche se qui le variazioni generali sono risultate leggermente attutite rispetto ai valori citati. La buona ripresa europea nel corso del 2013 è stata anche data dall’espansione delle vendite nei paesi dell’Europa dell’Est in cui, per esempio, sono stati venduti tanti sistemi per il taglio di lamiera 2D quanto quelli registrati in Italia (si deve considerare che questa vendita, in paesi come Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, è avvenuta indipendentemente dalla cosiddetta rilocazione di aziende provenienti dal mondo occidentale, come accaduto in Romania e Bulgaria), e in Turchia (anche grazie al gran numero di costruttori locali che hanno acquistato un numero di sorgenti in fibra praticamente uguale a quello dei costruttori italiani, luogo in cui questa tecnologia è praticamente nata). Tutto questo è avvenuto anche grazie all’utilizzo di fondi europei dedicati allo sviluppo industriale. Due nostre recenti visite a industrie manifatturiere dell’Europa dell’Est ci hanno confermato questi risultati. Attualmente si è in un momento in cui, da una parte ci sono gli assertori fallaci secondo i quali il mondo delle lavorazioni laser ha già raggiunto e, in molti casi, superato da anni un livello di saturazione (situazione, a nostro avviso, abbondantemente smentita dalla recente realtà); dall’altra parte vi è tutto il mondo dei sempre indecisi che aspettano “la nuova soluzione” che mai si avvera in maniera facile e immediatamente produttiva. Bene hanno fatto, a nostro avviso, aziende che hanno presentato le loro innovazioni in maniera estemporanea in fiere secondarie del 2013 (un cosiddetto “anno EMO”) come BlechExpo a Stoccarda e Fabtech a Chicago, proponendosi così in vantaggio di almeno un anno rispetto ai loro concorrenti.

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