Il mondo cambia, la lamiera resta

Un nuovo anno è appena iniziato, tutti speriamo che sia migliore degli anni precedenti. Sicuramente la crisi non è alle spalle, tuttavia “si diffonde nell’ambiente un cauto ottimismo” (per dirla con linguaggio medico). I dati congiunturali non sono (nel momento in cui scrivo) così negativi come quelli a cui ci eravamo abituati. Personalmente ho avuto modo di confrontarmi con una decina di imprenditori o alti dirigenti di aziende molto variegate, con addetti che vanno dal migliaio alla decina di unità, che producono in grossa serie oppure a commessa singola, chiedendo: “Come va?”. La risposta è stata univoca: “Bisogna correre ma in fondo non ci si può lamentare, il lavoro bene o male c’è, però nel 2008 era un’altra cosa ….”. Molto spesso il problema riscontrato è la difficolta di ottenere i pagamenti.

Due considerazioni:

-dovremo considerare sempre più attuale la massima africana: “Ogni mattina nella savana si svegliano un leone e una gazzella. La gazzella sa che dovrà correre più veloce del leone se vuole sopravvivere. Il leone sa che dovrà correre più veloce della gazzella per nutrirsi. Conclusione: non importa se tu sei gazzella o leone, la mattina appena sveglio mettiti a correre”.

-temo che la situazione ante 2008 non torni più! Che quanto stiamo vivendo non sia una crisi passeggera (seppur lunga) ma un cambiamento congiunturale e dovremo abituarci ad un modello imprenditoriale finora sconosciuto che prevede una crescita del mercato e dei consumi molto bassa se non pari a zero.

Sembra che a queste mie considerazioni il sistema produttivo nazionale si sia comunque già adattato. Per quanto riguarda il problema delle difficoltà finanziarie bisogna che gli intermediari finanziari si diano una mossa! Soprattutto per quanto riguarda le piccole realtà industriali è necessario che vengano davvero in aiuto concreto al sistema produttivo. Per esempio, i finanziamenti avuti dall’Unione Europea a tassi più che agevolati, devono essere riversati, ovviamente con tutte le dovute cautela, al sistema produttivo. Nel 2014 vi sarà anche un importante anniversario: “Lamiera” compie cinquant’anni. Come era diverso il mondo nel lontano 1964. I sistemi manifatturieri italiani erano ancora completamente affidati alla manodopera. Le macchine a controllo numerico si trovavano in gran parte relegate nei laboratori, i robot non erano ancora apparsi nei processi produttivi. Il LASER era ancora una previsione puramente teorica (come già detto in altre occasioni fatta da Einstein). Di Water Jet manco a parlarne! Le grandi presse per la stampaggio erano appena state introdotte e la lamiera veniva spesso tagliata e deformata, plasmandola attorno ad una maquette, quasi esclusivamente a mano con grande maestria da personale altamente qualificato. Tuttavia si intravedeva un roseo futuro, si stava vivendo il boom economico. Da quegli anni è iniziata la grande industrializzazione italiana che “Lamiera” ha puntualmente seguito e documentato. E sono sicuro continuerà ancora per tanto tempo a fare. Termino augurando che il piccolo barlume di speranza che si intravede sia in realtà una luce forte e chiara che ci appare fievole solo perché ancora un po’ lontana!

Buon 2014 a tutti voi.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here