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Il giusto epilogo di una lotta tribale

La vicenda libica, ormai sorpassata come interesse e clamore dal ben più impegnativo dramma del Giappone, si avvia alla sua naturale conclusione. E’ stata una lotta interna tra tribù tradizionalmente in antitesi, tanto che è probabile che avremo una Tripolitania sotto il controllo del Colonnello Gheddafi e la Cirenaica (senza accesso alle riserve petrolifere) per la tribù ostile a Tripoli.
 

Fatti interni di uno stato sovrano e riconosciuto tale dall’intera comunità internazionale che solo negli ultimi 20 giorni, sotto un’onda emotiva che la politica non dovrebbe permettersi, ha subito un ripensamento. Di fatto però la Libia è ancora al suo posto, c’è un governo e una guerra civile in atto. Potrà essere antipatico e ridicolo quanto si vuole il Colonnello Gheddafi, ma è tuttora leader di una tribù che sta vincendo la sua guerra.
 

Se fra altri 20 giorni i terreni contesi dovessero essere riconquistati o si accetta di fatto che ci siano due stati nell’odierna Libia, come sarà possibile riprendere in mano nel punto dove tutto si è interrotto neppure un mese fa nell’interscambio italo-libico?
 

L’Occidente è troppo superficiale! Abbiamo giudicato senza un briciolo di conoscenza, sull’onda emotiva della Tunisia e dei fatti egiziani, pensando che quanto accaduto in un paese arabo, sia replicabile automaticamente per altre tribù. Questa incapacità d’analisi è figlia della globalizzazione, ovvero di un periodo da ripensare per i guasti che ha commesso.
Approfondendo l’analisi, qui non è sotto inchiesta l’inadeguatezza delle nostre imprese nell’avventurarsi senza conoscenze nel primo carrozzone in partenza, quanto due aspetti:
- è possibile che la Cina completi la sua campagna d’espansione in Africa, acquisendo anche la Libia o quanto ne resta, comprando il gas e petrolio prodotto da quel paese, defenestrando l’Italia che non è stata capace di stare zitta per 20 giorni;
- il nostro paese è attualmente privo di una politica di difesa da un’invasione d’immigrazione clandestina (si pensi alla cattolicissima Malta che spara a vista per chi viola le acque nazionali)
 

Si potrà porre rimedio a questo probabile disastro nazionale? Forse. Certamente chi sarà in grado di dialogare con la Libia è solo il Governo e non le singole PMI o la stessa Confidustria.
 

La conclusione resta comunque drammatica. Le nostre imprese sono disorganizzate nello studio e comprensione dei mercati esteri nei quali si avventurano. Non ricorrendo al pensiero di sociologi, economisti, studiosi e fidandosi del sentito dire o di qualche conferenza che “tira l’acqua al proprio mulino”, i nostri imprenditori partono e s’infilano in situazioni dalle quali spesso sono costretti a tornare indietro con “le ossa rotte”.
 

Va rammentato in questa sede, come lo scardinamento di quegli stati non costruiti intorno all’uomo (si leggano gli appunti già scritti su questo aspetto, qui pubblicati, nella serie “geopolitica”) se è partito dalla Tunisia, senza dubbio arriva a Pechino da cui una ferra stretta del governo comunista, sulle già esigue libertà civili in quel paese. La Cina è prossima a un collasso sociale, per le stesse motivazioni che stanno infiammando il mondo arabo. Gli imprenditori italiani sono informati, non dicano poi che non avrebbero mai potuto immaginare, nessuno gli ha informati e così via come fu nel 2008 (questa crisi era stata già descritta 2 anni prima da Krugman e da altri economisti) e nell’attuale crisi del Maghreb.

 

Giovanni Carlini, sociologo economista
 

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