La lamiera ha ancora molto da dire

Mi chiedo spesso, come penso facciate tutti voi, «… quale sarà il futuro della lamiera…». Riuscirà a mantenere un posto di primo piano nell’industria manifatturiera, oppure gli “attacchi” che le arrivano da parte di altre tecnologie la relegheranno a un ruolo di comprimaria? I polimeri, i compositi, i ceramici riusciranno a sostituirla nel mondo dell’automobile, del “bianco”, del mobile industriale? Alcune risposte mi sono giunte dal recente convegno organizzato dalla nostra casa editrice svoltosi in occasione della fiera Lamiera nel maggio scorso (avevo promesso di parlarvene, ricordate?), i relatori sono stati numerosi e non posso quindi fare un resoconto di tutti gli interventi. Alcune relazioni mi hanno rassicurato sulla sopravvivenza della attuali tecnologie. A tal fine illuminante è stata la relazione dell’Ing. Bongini, consulente aziendale con vasta esperienza nel settore degli elettrodomestici. Ci ha illustrato gli studi, i progressi e anche gli insuccessi nei tentativi fatti negli ultimi vent’anni per sostituire, nelle lavabiancheria, la lamiera con la plastica. Vi sono stati casi in cui il polimero ha avuto successo, tuttavia la lamiera si è dimostrata ancora insostituibile nei componenti, come il cestello, che hanno importanti funzioni strutturali. Nel cabinet si è giunti alla conclusione: lamiera nei componenti verticali, plastica in quelli orizzontali. L’Ing. Colombo del laboratorio SITEC del Politecnico di Milano mi ha invece tranquillizzato sul roseo futuro che hanno le tecnologie LASER. Quelle consolidate, (come taglio, saldatura, i trattamenti termici, il Texturing) presentano continui miglioramenti e si ampliano incessantemente i campi di applicazione. Ma ci sono anche nuove tecnologie: il LASER additive manufacturing (LAM), le sorgenti ad alta brillanza, la possibilità di definire la forma del raggio (beam shaping), che incalzano e saranno le protagoniste dei prossimi anni. Ma, come scriveva l’Ing. Colombo nella slide conclusiva, «…forse il bello deve ancora arrivare!». Altri interventi hanno posto l’attenzione sulla integrazione tra varie tecnologie e materiali. L’industrial designer Rozenberg ci ha illustrato una innovativa grattugia per formaggio Flexita. Composta da una parte in lamiera alto resistenziale molto sottile, provvista degli usuali dentini per grattugiare, ma l’impugnatura e la contornatura sono in polimero. Il suo principale pregio è che quando “non è al lavoro” si presenta come un sottilissimo foglio facilmente riponibile. Altre relazioni vengono dal mondo del mobile con il Thinkthin illustratoci da Paolo Piuri. Si tratta di tavoli, sedie, scaffali altamente modulari. L’innovazione risiede in alcune soluzioni tecniche che, sfruttando le caratteristiche della lamiera, consentono soluzioni stilistiche eleganti e applicabili a molti componenti d’arredo. Infine l’ing. Dellavia ci ha illustrato l’uso della lamiera come pellicola fotografica! Il processo parte dall’acquisizione di una qualsiasi immagine in formato digitale e termina con la realizzazione di un pannello in lamiera i cui chiaroscuri della figura originale sono rappresentati da una griglia di fori. La scelta di molti diversificati materiali e di tecnologie di lavorazione permettono di ottenere una elevata qualità e moltissime diverse possibilità realizzative. Altre relazioni hanno riguardato i trattamenti superficiali, nuove applicazioni di design, i problemi della proprietà industriale … ma non c’è spazio per raccontare tutto! A conclusione dei lavori ci siamo trovati tutti rassicurati. Il comparto della lavorazione della lamiera è ben lungi dall’essere messo in un angolo. Le sue proprietà di resistenza, leggerezza, flessibilità, lavorabilità assicurano ancora anni di successi. Ma non bisogna fermarsi (quando mai è possibile farlo!). Va posta estrema attenzione alla integrazione tra tecnologie e materiali diversi. Guardiamo ogni possibile alternativa non come un nemico da combattere ma come un’opportunità da sfruttare.

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