Largo ai giovani

Solitamente dedico il primo editoriale dell’anno a commentare eventi positivi, a cercare di convincervi che il nuovo sarà migliore del vecchio, a diffondere un po’ di ottimismo. Quest’anno non saprei cosa raccontarvi, se mi guardo in giro vedo una crisi strutturale che morde ancora di più, bambini uccisi e buttati in un canale e, tragedia nella tragedia, sembra possa essere stata la madre, uomini di potere corrotti che speculano anche sui sussidi agli immigrati. Che dire! Non resta che cercare un po’ di ottimismo in chi, da sempre, porta avanti il progresso e le nuove idee, i giovani. Quelli che non si danno per vinti, quelli che continuano ancora a sperare (anche se è tanto difficile), quelli che accettano di essere sottopagati (anche se dottori con lode) pur di guadagnare qualche soldino e pesare meno sui genitori. Vorrei augurare loro che il futuro, a cominciare dal 2015, possa riservare qualche evento positivo. Innanzitutto che possa iniziare il «rientro dei cervelli». Quanti nostri giovani, e spesso tra i più dotati, visto l’incerto futuro del bel Paese se ne sono andati all’estero? In molti casi cominciano dai lavori più semplici, quale il barista o il cameriere, e in poco tempo, magari, fanno una splendida carriera. Sì, perché i nostri giovani, in gran parte, sono preparati e volonterosi altro che «bamboccioni»! Certo servono alcune condizioni per il rientro, una di queste penso sia la drastica riduzione dell’utilizzo dei contratti a tempo determinato. Andare ogni pochi mesi a «mendicarne» la proroga è molto «umiliante» (credetemi è proprio così). Spero tanto che la nuova legge sul lavoro aiuti: prevede la possibilità di risolvere il contratto di lavoro da parte dell’imprenditore in modo meno complesso dell’attuale normativa (quante volte ho sentito dire: « … assumere una persona genera un vincolo più forte del matrimonio, almeno per quest’ultimo c’è il divorzio; .!») e quindi credo si possa osservare un incremento di assunzioni. Sono convinto che i giovani non temano troppo queste minori tutele e che molti di essi così pensino: «Quale imprenditore si libera, senza un grave motivo, di una forza lavoro giovane, motivata e brava? E allora: rimbocchiamoci le maniche e avanti tutta!» Altro augurio è che il ricambio generazionale avvenga nel migliore dei modi. Fra poco tempo, dopo i ben noti blocchi del 2011, inizieranno di nuovo a esserci pensionamenti più regolari. E, come sappiamo, quando un anziano (che non è sinonimo di vecchio!) si ritira dal mondo del lavoro porta con sè un immenso bagaglio culturale. Sarebbe ottima cosa che tutte queste conoscenze venissero trasmesse a giovani per non andare perse. Bisognerebbe insomma che (parafrasando la celebre frase del film “Blade Runner” che il replicante Roy Batty pronuncia prima di essere «ritirato»: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia …») un anziano prima di andare in pensione dica a un giovane: «Io ne conosco di cose che voi giovani non potreste immaginarvi: so come deformare la lamiera prevedendone il ritiro, posso controllare la macchina LASER ottimizzandone i parametri e l’impianto di verniciatura per me non ha segreti e tanto altro ancora. E tutte queste conoscenze NON andranno perdute come lacrime nella pioggia, perché io, se tu umilmente mi ascolterai, te le insegnerò!» Ecco il mio augurio per il 2015: che i giovani possano ritrovare nel nostro territorio le condizioni per un lavoro pieno di impegno ma anche di serenità e prospettive e che davvero ogni esperto in azienda possa «adottare» un giovane affinché le sue competenze non si perdano «come lacrime nella pioggia». Se questo si avverasse sono sicuro che la nostra Italia diverrà sempre più «il bel Paese». Tantissimi auguri a tutti voi, cari lettori, per un magnifico 2015.

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