L’Europa ha bisogno della manifattura, la manifattura ha bisogno di un contesto migliore

“L’Europa ha bisogno della manifattura”,  ha affermato il Presidente della Commissione Europea Barroso in occasione dell’Assemblea Generale Orgalime dello scorso novembre. Gli economisti di Orgalime stimano che il valore di fatturato dell’Engineering dell’Unione Europea abbia raggiunto nel 2012 quasi 1.840 miliardi di euro. Ciò equivale a circa il 28% della produzione totale in Europa, per un numero di addetti pari a 10,3 milioni. Il saldo commerciale (importazioni + esportazioni) del settore industriale rappresentato da Orgalime ha raggiunto 1.290 milioni di euro e un terzo delle esportazioni dei costruttori UE.

Mentre Barroso ha rammentato che “Il numero di laureati in scienze naturali e ingegneri in Europa rappresentano rispettivamente il 18% e il 17% del totale mondiale”, un dato sorprendente è che nonostante la contrazione della produzione, si calcola che l’occupazione nel 2012 sia invece aumentata nell’industria europea dell’Engineering, raggiungendo così un dato preliminare di 10,3 milioni di unità.  Dopo un breve intoppo nel 2009-10, l’occupazione ha ripreso a salire a ritmi costanti. Forse, ciò che è più importante, in tutti i settori i salari e gli stipendi medi lordi sono stati più elevati nel 2012 rispetto al 2000. Questo può davvero costituire un grande incentivo per i laureati europei che vivono in Europa. “La manifattura è il cuore pulsante dell’economia europea eppure le PMI che costituiscono la spina dorsale della produzione manifatturiera di molti Paesi, trovano ancora difficile, se non impossibile, assicurarsi l’accesso al credito necessario per gli investimenti e per la conseguente crescita a cui gli investimenti potrebbero portare,” ha dichiarato Sandro Bonomi, presidente di Orgalime, che ha poi aggiunto ”Per molte aziende che hanno un programma di investimenti a lungo termine, l’Unione Europea è divenuta troppo imprevedibile dal punto di vista della regolamentazione.”

In effetti, mentre la produzione del manifatturiero europeo è stata in continua espansione dal 2000 (è cresciuta da 1.528 miliardi di euro nel 2000 a 1.840 miliardi nel 2012) non si è  tornati ai livelli del 2008 in tutti i Paesi: nel 2012 questo settore ha vissuto una sempre maggiore incertezza in conseguenza degli squilibri finanziari all’interno dell’Unione Economica e Monetaria dell’Unione Europea. Gli indici di fiducia nell’industria dei beni di investimento sono peggiorati non solo nell’inverno 2011/2012 ma nel corso di tutto l’anno. A giudicare dagli ordini, Orgalime prevede per il 2013 un miglioramento dell’industria molto contenuto nel quadro generale dell’economia, che dovrebbe portare ad una crescita altrettanto limitata della produzione (+1%).

Il comparto Engineering della UE è un settore fortemente orientato verso le esportazioni. Il valore delle esportazioni nel 2012 è stato il 57% in più rispetto al 2000. Il valore delle esportazioni è progressivamente più elevato rispetto alle importazioni, e il gap fra queste due variabili si allarga sempre di più, rafforzando la tesi di Barroso secondo il quale ”L’Europa è leader mondiale in molti settori strategici”. Per la verità, la richiesta di prodotti da parte di mercati extra UE è stata in generale positiva nel 2012, compensando in qualche modo la crescita più limitata nell’UE al confronto con il 2011: il mercato statunitense ha dimostrato di essere forte, insieme ad alcuni altri in Asia e in America Latina.

La Cina si è rivelata la grande disillusione del 2012, dal momento che molti settori Orgalime in numerosi stati membri hanno visto una diminuzione delle esportazioni verso questo mercato. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il mercato domestico UE è fermo in quanto molti acquirenti di prodotti in vari settori industriali non riescono a trovare nell’UE il luogo di riferimento adatto per investire nel manifatturiero in conseguenza dei costi sempre più elevati di produzione e delle instabili condizioni strutturali, entrambi derivanti da un eccesso di regolamentazione e di continue modifiche legislative.

Infine Barroso ha voluto sottolineare che “Solo l’industria può migliorare l’energia e le risorse energetiche” e che l’industria metalmeccanica è stata in grado di far accrescere i suoi livelli produttivi e nel contempo ridurre la quantità di rifiuti e in particolare i cosiddetti rifiuti pericolosi che alcuni prodotti a fine vita generano. La produzione di rifiuti è diminuita di circa il 20% e i rifiuti pericolosi di circa il 18%.

L’industria sta affrontando in parallelo un’altra sfida: ridurre ulteriormente il consumo di risorse, compreso il consumo di energia e,  attraverso le tecnologie che forniamo, aiutare tutti gli altri settori dell’economia a fare lo stesso.

Andamento dei comparti industriali dell’Engineering

 Industria meccanica

L’espansione degli investimenti fissi ha avuto un picco nella seconda metà del 2011 mentre nel 2012  in media si è registrata una contrazione. Per questo motivo la domanda all’interno dell’UE ha dato scarso impulso alla crescita dell’industria meccanica. Il volume complessivo della produzione del comparto della meccanica è rimasto quindi  inalterato nel 2012 dopo il forte  incremento  (+11,5%) – ben  al di sopra della media – registrato l’anno precedente. La domanda si è sviluppata meglio su altri mercati, anche se la crescita delle esportazioni ha perso slancio al confronto con il 2011. Le esportazioni verso gli USA sono aumentate, ma la contrazione delle esportazioni di macchine dell’UE verso la Cina a dato adito ad alcuni problemi. Complessivamente, l’industria europea della meccanica ha raggiunto un valore di produzione annuale di circa € 630 miliardi nel 2012. Invece alcune produzioni come la movimentazione delle merci, gli utensili a motore, le attrezzature per la lavorazione dei metalli e le macchine utensili hanno avuto un buon andamento nonostante il calo del clima di fiducia nel mercato. La produzione ridotta di alcuni macchinari è anzi servita al recupero di altri settori manifatturieri, del settore minerario e delle costruzioni.

Industria elettrica strumentale e dell’informatica

Il settore elettrico, dell’ICT (Information and Communication Technology) è fra i settori industriali più sviluppati  in Europa. Il valore della  produzione 2012 è stato di circa 740 miliardi di euro. Il numero di addetti del settore ha raggiunto all’incirca 4,1 milioni. Il volume della produzione di attrezzature elettriche si è ridotto del 2% nel 2012. Ciò ha rappresentato una contrazione al confronto con l’espansione del 4,5% verificatasi nel 2011. I motori, i generatori e i trasformatori hanno subito un decremento per la prima volta in due anni con un evidente calo della produzione (-3%). Si è verificata una diminuzione della produzione anche per i dispositivi elettrici. I comparti relativi ai macchinari elettrici, che sono maggiormente dipendenti dal settore delle costruzioni, come l’illuminazione elettrica e gli elettrodomestici, sono rimasti stabili per tutto il 2012 con un livello di produzione ridotto. Soprattutto, l’attività commerciale ha perso slancio nel settore dell’ICT. Tutti i principali comparti hanno registrato una contrazione nella produzione, mentre l’elettronica al dettaglio ha avuto un lieve aumento. Alcune produzioni, non particolarmente legate alle oscillazioni del mercato, come la industria strumentale per le verifiche e le misurazioni, come pure la strumentazione medicale hanno continuato ad espandersi nel corso del 2012 seppure a un ritmo inferiore rispetto al 2011.

Beni in metallo 

Per il  settore dei metalli lavorati e semilavorati si è stimato nel 2012 un valore di 470 miliardi di euro. Il numero di addetti è stato di 3,3 milioni. Il settore produce in gran parte componenti o prodotti usati in altri settori dell’Engineering, come macchinari e motori delle auto. Considerata la flessione che questi settori hanno avuto nel 2012, la produzione di beni in metallo ha avuto di conseguenza un decremento (-3%). La quota di export rispetto alla produzione totale è stata considerevolmente più bassa rispetto agli altri settori di Orgalime. Soprattutto, le esportazioni sono cresciute in misura più contenuta nel 2012 (+4%) al confronto con l’incremento registrato nel 2011 (+13%). La diminuzione è stata determinata da un crollo della produzione in tutti i principali comparti.  Ad essere maggiormente colpito è stato il settore della forgiatura e dello stampaggio dei metalli.

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