Macchina combinata, sì o no?

Il settore della lavorazione della lamiera è molto vasto e altrettanto numerose sono le tipologie di macchine e attrezzature utilizzate. Spesso sono molto diverse tra di loro, penso ci sia veramente poco, per non dire nulla, in comune tra una linea di profilatura e una roditrice! Tuttavia vi sono tematiche di sviluppo tecnologico, che in generale riguardano tutta la meccanica strumentale, comuni a tutte le risorse produttive utilizzate nel nostro settore. Tra queste troviamo, come già più volte detto, la tendenza a integrare sempre di più la macchina nel sistema, nell’offrire soluzioni complete: di asservimento carico-scarico, di possibilità di “dialogo” con le altre unità, di capacità di teleassistenza … ecc. Un’altra, legata soprattutto alla richiesta di produrre con lotti sempre più piccoli, è quella di incrementare la flessibilità. Con questo termine si intendono molte caratteristiche sia della singola unità sia dell’intero reparto produttivo. Esistono diversi aspetti, egualmente importanti, legati alla macchina, al processo, al volume di produzione, al prodotto, al ciclo, all’espansione del sistema, ecc. In sostanza, si vorrebbe che la singola unità produttiva fosse in grado di lavorare economicamente il maggior numero di tipologie di prodotto possibile in lotti sempre più piccoli (al limite unitari). Da un punto di vista prettamente tecnologico un significativo esempio di incremento di flessibilità è rappresentato dalle unità combinate. indubbiamente avere contemporaneamente a disposizione la capacità operativa della punzonatrice e della macchina LASER aumenta enormemente la gamma di diversi particolari che si possono lavorare, abbinando la velocità della punzonatrice con la grande varietà di figure che il LASER permette di realizzare. Tuttavia perché vi sia vera flessibilità, oltre alla capacità tecnologica, serve la convenienza economica. In altre parole: una macchina può essere tecnicamente in grado di lavorare tanti diversi particolari tuttavia richiede molto tempo (e costo) passare da uno all’altro, in questo caso diventa vantaggioso lavorare con lotti enormi, al limite produrre sempre lo stesso pezzo. Sicuramente questa unità non si può definire flessibile! Un possibile approccio è quello suggerito dalla metodologia del “Single Minute Exchange of Die (SMED)” che tradotto significa: “Cambio dello stampo in meno di 10 minuti” la metodologia (che è uno dei pilastri della lean production) è nata in Giappone proprio per ridurre il tempo di cambio stampo su presse per stampaggio lamiera. Riducendo i costi di setup, oltre a tanti altri vantaggi, si rende economicamente vantaggioso operare con lotti sempre più piccoli e quindi si incrementa la flessibilità (anche da un punto di vista economico) della macchina. Sottolineo che questa strategia è generalmente perseguita per tutte le tipologie di macchine impiegate nel nostro settore: dalla roditrice alla linea di profilatura. Una flessibilità meno considerata è quella concernente la materia prima. Come tutti gli adetti del settore sanno, la lamiera non è mai uguale a se stessa! Da una fornitura all’altra possono cambiare, pur mantenendosi nei limiti della normativa di riferimento, lo spessore, la qualità del materiale, la finitura superficiale ecc. Tutti sappiamo che piccolissime variazioni in questi parametri portano a considerevoli variazioni nella qualità del prodotto finale a causa, per esempio, del diverso ritorno elastico nella piegatura in aria libera. In questo senso controlli adattativi che, nell’esempio appena citato, modificano la corsa della pressa piegatrice in funzione dello spessore effettivo del lamierino e delle caratteristiche del materiale, aumentano significativamente la flessibilità dell’unità operatrice rendendola indifferente (entro ovvi limiti) alle caratteristiche della materia prima. Si possono perciò effettuare gli acquisti più “serenamente”. Mi aspetto quindi, per le unità operatrici che utilizzeremo in futuro, una forte tendenza verso l’automazione, l’integrazione e la flessibilità. Facile a dirsi, forse anche a farsi se si persegue uno solo di questi obiettivi, molto più difficile se si vuole davvero ottenerli tutti contemporaneamente!

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