Non risparmiate sul controllo qualità

L’applicazione delle metodologie di controllo della qualità è forse stata la più significativa innovazione culturale vissuta negli ultimi decenni nei nostri sistemi manifatturieri. Per anni si è dibattuto sui costi della qualità arrivando poi alla conclusione (oggi direi ovvia!) che la qualità non è un costo ma un investimento.Sicuramente il controllo della qualità rappresenta un costo. Impiegare il proprio personale per programmare un attento piano di verifica, per effettuare poi test e/o misure con una determinata frequenza e dotare l’azienda degli strumenti adatti, costituiscono solo alcune delle voci di costo. Tuttavia sono tanti i vantaggi che derivano dall’implementazione di un efficace sistema di controllo della qualità i cui benefici si estendono all’intera produzione. In altre parole, l’analisi va effettuata sull’intero ciclo di produzione considerando per esempio quanto è importante aver mantenuto stabile il processo, mediante un approccio statistico, evitando così pericolose derive verso le non conformità. Il costo della qualità viene così compensato da una minore spesa legata agli scarti e alle rilavorazioni e diventa un investimento. Non bisogna infine scordare quanto sia significativo l’impatto a livello organizzativo: procedure efficaci e in “ordine” hanno un effetto rilevante sull’efficienza dell’azienda. Tutto questo è spesso sottovalutato dimenticando anche che solo chi ha implementato un valido sistema di controllo qualità può essere fornitore di determinati clienti (spesso molto importanti!). Una volta avviato il monitoraggio, con il passare del tempo il processo diventa sempre più intrinsecamente stabile tanto da portare al pericolo di considerarlo tale indipendentemente dallo stesso monitoraggio. In momenti come quelli che stiamo vivendo, per poter sopravvivere, è in atto una spasmodica corsa alla riduzione dei costi che spesso può “indurre in tentazione” verso un risparmio sulla qualità con la falsa convinzione « … ormai il mio processo è stabile e sotto controllo inutile continuare a spendere in test e misure!». Nulla di più sbagliato! Dopo qualche tempo il processo ritornerà instabile innalzando sensibilmente i costi della non qualità. Sintetizzando: per toccare con mano i benefici dell’implementazione e/o i “malefici” dell’abbandono di un efficace sistema di controllo della qualità ci vuole tempo! E si può troppo facilmente sottovalutarne gli effetti a lungo termine. Un po’ come avviene per l’istruzione/formazione in una società. I benefici e gli svantaggi si vedono dopo anni (forse decenni) pertanto eventuali tagli nell’immediato non si notano, ma portano a situazioni disastrose negli anni futuri. Parafrasando l’affermazione «Chi vuole risparmiare sull’istruzione non sa quanto gli costa l’ignoranza» che la vignettista Grazia Nidasio fa pronunciare alla “sua” Stefi, (mi scuso di ripetere quanto già scritto qualche editoriale fa) concluderei quindi con: «Chi vuole risparmiare sulla qualità non sa quanto gli costano le non conformità!». Ma voi cari lettori cosa ne pensate?

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