Oltreconfine i tre quarti della produzione italiana nel 2013

Luigi Galdabini «Accogliamo con favore il provvedimento di agevolazione degli investimenti in beni strumentali sul modello della Legge Sabatini (1329/1965) che il governo ha inserito nel Decreto del Fare. Occorre però che si acceleri la fase di finalizzazione, affinché i contributi stanziati siano adeguati alle reali esigenze e affinché essi siano già disponibili a partire dall’inizio del 2014. Viceversa, l’annuncio, cui non corrisponde l’operatività della misura, rischia di bloccare ulteriormente e posticipare l’acquisto di beni strumentali già pianificati in questa ultima parte dell’anno». Nel 2012, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione si è confermata terza nella classifica degli esportatori. È invece risultata quinta nella classifica dei produttori, cedendo un posto rispetto all’anno passato, preceduta, di pochissimo, dalla Corea del Sud. Nel 2012 la produzione, in crescita dell’1,3%, si è attestata a 4.826 milioni di euro, trainata dall’ottima performance delle esportazioni che, salite dell’11,1%, hanno raggiunto il valore record di 3.621 milioni di euro. Decisamente differenti i riscontri del mercato italiano. Il consumo, sceso del 18,1%, si è ridotto a 2.089 milioni di euro, penalizzando le consegne dei costruttori scese, del 19,7%, a 1.205 milioni, e le importazioni che, ridotte del 15,7%, si sono fermate a 884 milioni di euro. Pari al 75% il rapporto export/produzione. Questo in sintesi il quadro 2012 presentato da Luigi Galdabini,  in occasione dell’annuale assemblea dei soci UCIMU, cui è intervenuto Giorgio Squinzi, presidente Confidustria. Il rallentamento evidenziato dai dati di consuntivo 2012 rispetto a quanto registrato l’anno precedente sarà ancora più evidente nel 2013. Nel 2013, infatti, la produzione resterà stabile, attestandosi a 4.820 milioni di euro (-0,1%). Le esportazioni cresceranno solo dell’1,8% a 3.685 milioni. Il consumo italiano subirà un ulteriore ridimensionamento, scendendo a 2.005 milioni (-4%). Soffriranno le consegne dei costruttori italiani sul mercato interno che caleranno, del 5,8%, a 1.135 milioni di euro. Salirà ancora la quota di produzione destinata oltreconfine, attestandosi al 76,5%. Con riferimento all’export, nel 2012, la Cina si è confermata primo mercato di destinazione del made in Italy di settore, seguita da Stati Uniti, Germania, Russia, Francia, Brasile. Anche l’ultima rilevazione disponibile, relativa al periodo gennaio-marzo 2013, vede la Cina stabilmente al primo posto nella graduatoria dei paesi di sbocco, anche se in deciso rallentamento (-16,4%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono Stati Uniti (-14,6%), Germania (-3,3%), Russia (+7,2%), India (-18,5%), Brasile (-5,2%).

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