Più occupazione e competitività con la formazione certificata

Mentre chiudono 41 imprese manifatturiere al giorno, una ricerca condotta da Formamec, Ial e Riconversider, evidenzia che la formazione è un fattore di competitività e occupabilità e propone un modello di certificazione delle competenze per favorire la formazione continua anche nelle pmi. Meno del 25% delle pmi manifatturiere gestisce piani formativi organici. Il libretto formativo e la certificazione delle competenze possono essere la risposta a questa anomalia del sistema italiano. Questo è quanto traspare dal rapporto di ricerca «Il libretto formativo e la certificazione delle competenze: il ruolo delle imprese», condotto da Barbara Pigoli, direttore di FormaMec (l’ente di formazione della Federazione Anima di Confindustria, che associa un migliaio di aziende italiane della meccanica), insieme a Elena Righetti dell’Istituto italiano di valutazione, con i contributi di Ial, Riconversider e Fondimpresa. Tornato in auge con il decreto legislativo 13/2013 in attuazione della Legge Fornero, il libretto formativo rappresenta, per il lavoratore, uno strumento di comunicazione sul proprio curriculum di apprendimento e di competenze acquisite, per la ricerca di un lavoro, per la mobilità professionale e per il passaggio da un sistema formativo all’altro. Per il sistema delle imprese, costituisce uno strumento d’informazione finalizzato da un lato a evidenziare in modo omogeneo e attendibile il percorso formativo della persona, facilitando la riconoscibilità di professionalità e competenze individuali all’interno di un percorso di inserimento e mobilità lavorativa, e dall’altro a far emergere la capacità competitiva dell’azienda rispetto al mercato. Su questo tema e su quello della sicurezza potete leggere sul numero di settembre di “Lamiera” un’interessante intervista a pag.47.

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