Produzione industriale italiana: -2,9% a settembre. Urgente fermare la deindustrializzazione per uscire dalla crisi

_MRM2916L’alluminio è un elemento chiave, utilizzato spesso per prodotti innovativi, in settori industriali strategici.
-A settembre l’indice italiano di produzione industriale ha registrato un crollo: – 2,9%; -0,5% di media da Gennaio, dati Istat. La più colpita è stata
l’industria di base, tra cui quella dell’alluminio.
-È necessario che le Istituzioni europee e nazionali agiscano per favorire la ripresa dell’industria, spina dorsale dell’economia.
-Tre sono gli interventi urgenti richiesti dall’industria dell’alluminio: sensibile abbattimento dei costi dell’energia; sostegno per l’approvvigionamento di materia prima a condizioni competitive; valorizzazione delle attività di riciclo.
-Queste sono le istanza emerse nel corso della tavola rotonda “A New Deal for a European Industrial Renaissance: concrete measures towards a
competitive and sustainable economy”, organizzata da Centroal ed EAA.

“Per incrementare l’occupazione e fare uscire definitivamente l’Europa dalla crisi, l’unica strada è fermare la deindustrializzazione e puntare sul manifatturiero, attuando gli interventi necessari a incrementare sensibilmente la competitività e la sostenibilità del sistema industriale” ha dichiarato Christian Muckermann, Presidente di Centroal, il Centro Italiano Alluminio che raggruppa i produttori e i trasformatori di alluminio in Italia, nel corso della Tavola rotonda “A new deal for European Industrial Renaissance: concrete measures towards a competitive and sustainable economy”.

_MRM2810
_MRM3043
_MRM3071
Proprio a sostegno della competitività del settore industriale, in particolare di quello dell’alluminio, è intervenuto anche il Vice Ministro De Vincenti:”Il Governo italiano si è impegnato, in questo semestre di presidenza dell’UE, a far sì che il Consiglio Europeo assuma la competitività come mainstreaming rispetto alla quale misurare tutte le politiche europee, attraverso strumenti di valutazione degli impatti sulla competitività già disponibili ed applicabili anche al settore alluminio. L’alluminio – ha aggiunto De Vincenti – riveste un’importanza fondamentale, come input, per tanta parte di quei settori dell’industria italiana che riuniscono le virtù della tradizione e le potenzialità del futuro”.
L’evento, organizzato da Centroal e da EAA, la European Aluminium Association, che rappresenta l’industria dell’alluminio in Europa, si è svolto oggi a Roma presso il Parco della Musica. La tavola rotonda è stata inserita nel calendario degli eventi paralleli della Presidenza italiana del semestre europeo e ha ricevuto il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico. Al convegno hanno partecipato alcuni tra i maggiori esponenti europei del mondo industriale,
politico-istituzionale e della cultura: l’Architetto Massimiliano Fuksas, il Viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, Fabio Degli Esposti, Direttore Generale di Nespresso Italia Max Szwaj, Responsabile ‘Body-in-White’ di Ferrari SpA, Franco Bove, General Manager di Guala Closures Group, Maria Ludovica Agrò, Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico. Gianluca Benamati, membro della Commissione attività produttive della Camera dei deputati.
Mattia Pellegrini, Head of Unit F3 – DG Enterprise, Commissione Europea A questi si sono aggiunti i rappresentanti dell’industria dell’alluminio: Roeland Baan, Presidente di EAA e Christian Muckermann, Presidente di Centroal.
Il convegno ha avuto come obiettivo principale stimolare l’interesse dell’opinione pubblica e dei decisori istituzionali sul futuro dell’industria di base, in particolare di quella dell’alluminio e sulle soluzioni necessarie a far uscire l’Europa dalla crisi economica, da cui ancora stenta a riprendersi. Nei primi sei mesi del 2014, infatti, l’indice europeo di produzione industriale ha registrato sostanzialmente una tendenza alla staticità, con un flebile incremento, in media, di appena lo 0,4%, secondo gli ultimi dati Eurostat. In Italia, purtroppo, la situazione è molto più grave. I dati dell’ultima rilevazione Istat registrano un drastico calo dell’indice di produzione industriale: -2,9% a settembre, con una media di -0,5% da Gennaio 2104. La crisi è particolarmente dura per l’industria di base, strategica per tutto il resto del comparto manifatturiero. Dal 2004 al 2011, l’industria europea dell’alluminio ha sofferto quasi un dimezzamento del suo peso nella produzione mondiale, passando dall’11% al 6%. Tutto questo sebbene, in Europa, e ancora di più in Italia, il settore dell’alluminio sia un presidio di produzioni strategiche, oltre che un fattore di stabilità sociale, grazie agli investimenti che promuove e all’occupazione diretta di 255.000 persone e indiretta di circa 1.000.000. Da questo punto di vista, sono state importanti le testimonianze che si sono susseguite durante il convegno. L’architetto Massimiliano Fuksas ha colto, in particolare, l’utilizzo fondamentale del metallo nella sua idea innovativa di architettura: “Materiali come l’alluminio consentono di utilizzare moduli ripetitivi. L’alluminio, inoltre, è più di un materiale versatile da utilizzare negli edifici innovativi, è un materiale etico perché riciclabile all’infinito”. Fabio Degli Esposti, Direttore Generale di Nespresso Italia, ha affermato, in particolare che “la scelta di Nespresso di realizzare la proprie capsule esclusivamente in alluminio è in linea con uno dei principi guida dell’Azienda: la creazione di valore condiviso”.
Franco Bove General Manager di Guala Closures, il principale produttore al mondo di tappi per bevande, infine, ha confermato la centralità dell’alluminio: “Per la nostra azienda sono innegabili i “plus” che l’alluminio ha portato: prodotti esteticamente migliori, più performanti e più sostenibili”. Per tornare a essere competitiva nel mondo, l’industria europea dell’alluminio chiede alla politica e alle istituzioni un salto di qualità e un impulso concreto negli interventi da attuare. “Come primo passo, è necessario che si agisca immediatamente per abbattere il costo dell’energia. Il problema è particolarmente sentito in Italia – ha affermato il Presidente Christian Muckermann – Paghiamo ancora molto di più di quello che si spende nel resto d’Europa. Ciò è dovuto soprattutto agli oneri che gravano sulla bolletta. Negli ultimi mesi sono stati compiuti dei passi in avanti ma non sono ancora sufficienti”. Sul tema è intervenuto anche Roeland Baan, Presidente di EAA: “a livello europeo è necessario implementare politiche che compensino l’aggravio di costo diretto e indiretto per le industrie energivore, dovuto al sistema ETS, evitando, inoltre, interventi artificiali che tendono a mantenere elevato il valore dei certificati di emissione. Altrettanto importante è favorire una convergenza del sistema regolatorio europeo che, insieme a una reale ed efficiente rete di interconnessione, ci permetta di avere prezzi dell’energia stabili e competitivi”. Sulla stessa linea si è espresso il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, in un messaggio presentato durante l’evento: “I prezzi dell’elettricità per uso industriale dell’UE sono stimati essere il doppio di quelli degli Stati Uniti e della Russia, e il 20% più alti di quelli della Cina, e ciò contribuisce ad aggravare il declino industriale del continente. Aiutare l’industria a superare queste sfide è parte della nostra strategia di rinascimento industriale. L’ETS non deve creare costi aggiuntivi per l’industria – ha continuato Tajani – M’impegnerò per avere un testo equilibrato seguendo anche le conclusioni del vertice europeo favorevole
all’industria”. In tema di accesso alla materia prima “è necessario sostenere a livello europeo – ha affermato Muckermann – l’adozione di una normativa che promuova il mantenimento, il recupero e il riciclo del rottame. Il rottame di alluminio è a tutti gli effetti una materia prima necessaria per l’equilibrio dell’industria italiana ed europea. L’Italia, in particolare, è all’avanguardia nel riciclo. Utilizziamo impianti di altissima qualità tecnologica che consumano solo il 5% dell’energia
necessaria per la prima produzione – ha continuato Muckermann – Insomma una produzione di grande valore economico e alto livello di sostenibilità che rischiamo, però, di far fuggire in oriente, se non si interviene con rapidità. Abbiamo dei paesi come la Russia, la Cina, e l’Ucraina che acquistano il nostro rottame, pagando prezzi proibitivi per le nostre aziende, a causa degli oneri ambientali e sociali. Gli stessi paesi, però, non lasciano uscire il loro rottame, ponendo dei dazi elevatissimi. Per l’Europa questo è un suicidio commerciale.” Muckermann ha concluso sottolineando: “Fuori dall’Europa c’è una grande opportunità da cogliere: il tasso di crescita di utilizzo di alluminio pro capite, previsto per i grandi paesi come Cina, India e Brasile, definisce un mercato potenziale enorme. La nostra capacità di rispondere dal punto di vista industriale, con il nostro know how e la nostra qualità ci pone in prima fila per gli utilizzi di fascia più elevata. Sarebbe cosa buona e giusta che il sistema, intendo Unione Europea, Stati e aziende, si attrezzasse per cogliere questa opportunità al meglio.”

Centroal, Centro Italiano Alluminio, raggruppa i produttori e i trasformatori di alluminio associati in Assomet, Associazione Nazionale Industrie Metalli non Ferrosi, e tutela e rappresenta l’industria dell’alluminio in Italia. Centroal lavora costantemente al servizio delle imprese e al fianco delle Istituzioni. Costituito negli anni ’60, si occupa di tutte le problematiche tecniche, commerciali, promozionali legate alla produzione, lavorazione e impiego dell’alluminio. Aderisce all’EAA, Associazione Europea dell’Alluminio, con sede a Bruxelles. L’insieme delle aziende associate in Centroal si presenta come un sistema industriale omogeneo in grado di fornire prodotti e servizi integrati per la soluzione di tutte le esigenze degli utilizzatori dell’alluminio. L’intero settore è costituito da oltre 20.000 imprese, 18.000 addetti diretti e di un fatturato, escluso l’indotto, di 11 miliardi di euro. L’Italia è al secondo posto in Europa nella produzione di getti, di estrusi e di metallo riciclato. E’, inoltre, al secondo posto nell’utilizzo di metallo grezzo e di semilavorati.

EAA, la European Aluminium Association rappresenta l’industria Europea dell’alluminio. È stata fondata nel 1981. I suoi membri sono i produttori europei di alluminio primario, le associazioni nazionali rappresentative dei produttori di estrusi e laminati di 17 paesi europei, l’Organizzazione dei secondaristi europei (OEA) e l’Associazione Europea del foglio sottile di alluminio (EAFA). L’obiettivo generale dell’Associazione è quello di assicurare la crescita del mercato dell’alluminio e migliorare l’immagine e la reputazione del metallo.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here