Produzione, ma quanto mi costi?

Il tema della riduzione dei costi di produzione è sicuramente tra i più dibattuti in questi ultimi tempi. Quali sono le strategia giuste? Meglio tagli drastici oppure un percorso più graduale? Vi sono sostanzialmente due vie per raggiungere un’efficiente riduzione dei costi di produzione.La prima implica un completo ripensamento del processo produttivo implementando un’innovazione di processo radicale. Con le attuali metodologie di simulazione dei cicli produttivi, tecnologici e logistici, la via si dimostra ragionevolmente sicura e i benefici in termini di costi marginali sono notevoli. Vi sono tuttavia almeno due considerazioni che inducono a intraprenderla con estrema cautela: l’inevitabile necessità di affrontare forti investimenti e i tempi che molto spesso si prospettano lunghi. L’altra possibile strada da percorrere è quella di avviare un’attenta analisi per individuare i principali cost drivers della produzione al fine di identificare possibili processi di miglioramento incrementale. Nonostante la grande varietà dei settori merceologici, spesso molto diversi tra loro, alcuni di questi driver sono comuni, per esempio la resa delle materie prime, l’efficienza degli impianti, la produttività, la riduzione degli scarti, l’innovazione dei processi produttivi. A mio avviso, la strada più proficua è quella del miglioramento incrementale che ha due grossi vantaggi. Il primo è la flessibilità temporale con cui si possono affrontare i problemi. Si può decidere di porre l’attenzione sulla resa delle materie prime per esempio analizzando l’adozione di nuovi materiali che permettano di ridurre lo spessore dei nastri impiegati. Si può poi pensare di aumentare la produttività diminuendo i tempi di setup delle presse utilizzando tecniche per velocizzare il cambio degli stampi. Infine può essere conveniente analizzare in modo approfondito l’adozione di nuovi codici di nesting per ridurre gli scarti. Abbiamo individuato tre azioni di miglioramento indipendenti, la flessibilità risiede nella possibilità di svolgerle in serie oppure in parallelo e nei tempi più convenienti. Questa è ovviamente una grande opportunità. Il secondo vantaggio è rappresentato dai tempi ristretti entro i quali si iniziano a percepire i (seppur parziali) benefici economici: terminata un’azione migliorativa immediatamente i costi scendono. È ovviamente impossibile dire se è più proficua una innovazione radicale rispetto a quella incrementale, dipende in modo sostanziale dalla realtà aziendale. Sicuramente si può affermare che i miglioramenti incrementali non possono durare all’infinito. Giunge sempre il giorno in cui bisogna prendere il coraggio a due mani, gettare il vecchio processo produttivo e implementare un’innovazione radicale. Fondamentale è accorgersi in tempo quando il momento è arrivato, attendere troppo può risultare disastroso. Vorrei infine sottolineare che ogni azione indirizzata alla riduzione dei costi di produzione può avere successo solo se l’azienda si muove verso questo obiettivo con un effettivo gioco di squadra! Ma voi cari lettori cosa ne pensate?

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