Saldatura robotizzata al servizio del lavoro aereo

Col preciso scopo di migliorare la qualità di prodotto e accelerare i propri processi di lavorazione, Multitel Pagliero ha installato tre isole robotizzate per saldare i propri manufatti in leghe speciali d’Alluminio. Impianti “chiavi in mano” progettati e realizzati da Roboteco.

fig_02Multitel Pagliero rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che nella loro attività si trovano di fronte a dover soddisfare esigenze specifiche del lavoro aereo. L’azienda, con sede principale a Manta (CN), è nata nel 1911 e vanta oltre mezzo secolo di esperienza maturata nel campo dell’oleodinamica applicata ad apparecchi di sollevamento. Know-how e competenze che oggi si concretizzano in una produzione allo stato dell’arte che dagli anni 80 è prevalentemente orientata su tre grandi categorie di prodotto.«Veicoli di massa complessiva fino a 3,5 tonnellate– spiega l’ing. Fabio Pagliero, figlio di Renzo, titolare insieme al fratello Sandro – veicoli con massa superiore alle 3,5 tonnellate, e automezzi cingolati. I primi vengono allestiti per raggiungere altezze tra i 14 e 25 metri e sono dotati, a seconda dei modelli, di braccio telescopico o articolato. I secondi consentono invece un’estensione dai 27 fino ai 70-80 metri, e sono attrezzati con braccio telescopico e Jib». Allestimenti dei quali l’azienda cura totalmente all’interno tutta la parte di progettazione realizzazione. Chiave in questo processo di sviluppo è la parte di saldatura, oggi eseguita su tre isole robotizzate fornite da Roboteco.

Più qualità e produttività con la saldatura robotizzata

fig_01«Nel 2012 – aggiunge Pagliero – l’azienda ha deciso di pianificare importanti investimenti finalizzati a elevare ulteriormente la propria competitività, attraverso aggiornamenti tecnologici e innovazione. In questo contesto, col preciso scopo di migliorare la qualità di prodotto e accelerare e ottimizzare i nostri processi di lavorazione, la nostra attenzione si è focalizzata anche sulla possibilità di poter automatizzare le fasi di saldatura dei nostri manufatti in leghe speciali d’Alluminio». Multitel Pagliero ha così vagliato attentamente le soluzioni disponibili sul mercato identificando nella proposta di Roboteco quella meglio soddisfacente le proprie necessità operative. «Una valutazione accurata – prosegue Pagliero – visto anche il delicato e critico materiale oggetto della lavorazione e le complessità di alcuni dei nostri manufatti. Le numerose prove alle quali abbiamo potuto assistere e, soprattutto, le simulazioni che i tecnici Roboteco ci hanno presentato, hanno soddisfatto pienamente i nostri requisiti». Multitel Pagliero ha così deciso l’acquisto di un primo impianto robotizzato dedicato alla saldatura dei controtelai di supporto. «Manufatti complessi – sottolinea Pagliero – che richiedono qualche ora di lavorazione e, mediamente, circa 30 metri lineari di saldatura di carpenteria pesante in leghe speciali di Alluminio, in spessori che possono variare da un minimo di 5 fino a un massimo che può raggiungere facilmente i 10 millimetri». L’impianto, messo a punto da Roboteco, consta di un robot TA-1900 WG3 con allestimento AWP Al (Active Wire Process per Alluminio) appeso su colonna posizionata su slitta traslante (controllata in continuo) con una corsa utile di 12.000 mm. A supporto vi sono poi 2 posizionatori a tornio in linea frontale con portata di 1.000 kg con luce utile fino a 5.500 mm e diametro ruotabile di 2.450 mm ciascuno. «L’adozione e l’installazione della prima saldatura robotizzata – aggiunge lo stesso Pagliero – avvenuta nel 2012, ha portato cambiamenti importanti anche per tutta la fase di engineering di alcuni pezzi complessi. L’obiettivo perseguito e raggiunto nel tempo è stato quello di riuscire standardizzare il più possibile la loro produzione, beneficiando di maggiore qualità e di un’ulteriore ottimizzazione di processo». Sul primo impianto, peraltro il più complesso in termini di requisiti da soddisfare, vengono lavorati tutti i controtelai, ovvero le parti che si appoggiano sull’automezzo e che, a loro volta, fanno da supporto a tutta la sovrastruttura di bracci, ceste porta operatore, sottogruppi di vario tipo ecc.

Estetica e tenuta meccanica in sinergia

fig_04Soddisfazione e benefici operativi che hanno convinto Multitel Pagliero a installare qualche anno dopo ulteriori due isole robotizzate. Una “gemella” della prima, seppur caratterizzata da maggiori prestazioni in termini di capacità di lavoro. L’impianto messo a punto da Roboteco è stato infatti in questo caso dotato di un robot modello TL-2000 WG3 con allestimento AWP Al (Active Wire Process per Alluminio), sempre in configurazione su colonna posizionata su slitta traslante (controllata anch’essa in continuo) con una corsa utile maggiore, ovvero da 15.000 mm. Due sono ancora i posizionatori a tornio posti a supporto in linea frontale con portata fino a 1.000 kg, ma con luce utili non da 5.500 mm, come sul primo impianto, ma di 6.500 mm, unitamente a un diametro ruotabile che passa da 2.450 a 2.700 mm (per ciascun posizionatore). «Su questo secondo impianto – spiega Pagliero – vengono normalmente lavorate tutte le parti componenti i bracci, ovvero gli sfili». Oggetto di lavorazione sul terzo impianto acquisito e installato presso l’unità produttiva dell’azienda sono invece tutti i sottogruppi che compongono l’allestimento, come ceste porta operatori, supporti e rotazione ceste, snodi di attacco (tra braccio piattaforma e cesta porta operatore) e tutti quei manufatti funzionali di varie dimensioni e che necessitano delle più svariate geometrie di saldatura. Per soddisfare tali esigenze operative, la linea robotizzata è stata pensata con un un robot TL-2000 WG3 (sempre con allestimento AWP Al), non più in configurazione su colonna posizionata su slitta traslante, ma appeso su colonna fissa supportato, a sua volta, da un posizionatore a doppio tornio con scambio tavola ad asse verticale con luce utile di 2.840 mm e diametro ruotabile di 1.700 mm. Una scelta tecnologica orientata alla massima flessibilità di saldatura in uno spazio comunque generoso, dove la componente estetica gioca anche in questo caso un ruolo determinante proprio per la tipologia di manufatti lavorati su questo impianto.

Saldatura integrata, flessibile e performante

Tutte le isole robotizzate di saldatura si accomunano per la tecnologia impiegata, ovvero Tawers di Panasonic. Stiamo parlando di un sistema integrato nel quale una sola Cpu sovraintende sia alla gestione dei movimenti del robot, sia al controllo dell’arco elettrico, senza uso di interfacce analogico-digitali: il generatore di saldatura e l’alimentatore del filo vengono così gestiti come un’asse robot sincronizzato. L’allestimento AWP Al prevede invece che l’unico sistema di adduzione del filo sia ridotto di dimensioni e installato nel corpo torcia. Le saldature vengono eseguite con la funzione denominata Spiral Weaving (saldatura a spirale) ottenendo cordoni di saldatura lavorati “a maglia”. In caso di saldatura di differenti spessori è possibile impiegare anche la funzione Low Pulse (bassa pulsazione) che permette di correlare i parametri di saldatura in funzione dello spessore. In altre parole è possibile avere due diverse tipologie di parametri di saldatura sui due differenti spessori (anche molto variabili tra di loro da 5 a 30 mm) e quindi ottimizzando la penetrazione stessa che sarà, a sua volta diversa. Una sinergia e una gestione combinata la quale, insieme a un software dedicato, permette di eseguire saldature a spirale con il miglior risultato possibile del cordone sia in termini estetici, sia meccanici del giunto. Introdotta sin dal 2005, costantemente migliorata e ottimizzata, la tecnologia Tawers di Panasonic rappresenta ancora oggi l’unico sistema integrato di saldatura MIG/MAG e TIG, che garantisce un preciso controllo dei parametri di processo, sincronizzato con i movimenti del robot. Benefici e vantaggi ancor più accentuati quando, come nel caso di Multitel Pagliero, si ha a che fare con la saldatura dell’ostico Alluminio e, soprattutto, delle sue leghe speciali.

Vincere nuove sfide di mercato

Da quando l’azienda ha introdotto la tecnologia Panasonic fornita da Roboteco per la saldatura robotizzata, la produzione dei bracci in alluminio è aumentata rapidamente, passando da un iniziale 10% (contro il 90% di bracci in acciaio al carbonio) a oltre il 60% della produzione totale in poco più di due anni. Da segnalare, inoltre, che la rivisitazione e la riorganizzazione dell’engineering e dello sviluppo di prodotto attuata dall’azienda, ha permesso di ottimizzare i tempi di lavorazione totali. «Roboteco e il sistema integrato Panasonic – conclude Pagliero – hanno contribuito non solo ad accelerare e ottimizzare i nostri processi produttivi, ma anche a elevare ulteriormente il nostro livello di automazione e innovazione per poter vincere nuove sfide di mercato, in ambito nazionale e internazionale». Un obiettivo ambizioso e possibile grazie al prezioso apporto di un gruppo di lavoro passato da 140 dipendenti del 2012 agli attuali 230, per un fatturato che per il 2016 dovrebbe attestarsi a circa 70 milioni di euro. Circa un migliaio sono invece gli allestimenti realizzati annualmente da Multitel Pagliero per le varie categorie di prodotto.

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