Un impianto per la preriduzione a Piombino

Acciaierie_di_PiombinoUn investimento di sistema. Che va contro il cliché dell’imprenditore italiano solitario ed individualista. Questo il senso della proposta di Federacciai per la realizzazione di un impianto per la preriduzione da 400 milioni di euro a Piombino. Lo ha spiegato Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, durante il convegno «Preridotto (e non solo) ai raggi x», organizzato a Brescia dalla community dell’acciaio Siderweb. «La realizzazione di questo impianto – ha aggiunto – avverrà con la collaborazione di una cordata di imprenditori siderurgici nazionali e sarà un intervento a salvaguardia della siderurgia italiana». Federacciai, infatti, stima che una volta a regime l’impianto sforni 2,5 milioni di tonnellate annue di preridotto, un semilavorato che può sostituire il rottame nella carica dei forni delle acciaierie, consentendo di calmierare il prezzo del rottame. «Ciò produrrebbe benefici per le acciaierie per oltre 100 milioni di euro all’anno». Viceversa, se ciò non accadrà ed avverrà un ulteriore incremento delle quotazioni del rottame «la siderurgia italiana corre il rischio di chiudere». Si è detto favorevole a questa proposta anche Maurizio Calcinoni, presidente di Nuovo Campsider, precisando che la realizzazione dell’impianto a Piombino rappresenta un’alternativa valida in «un’industria che sta cambiando». Massimo Mucchetti, presidente della decima Commissione Permanente – Industria, commercio e turismo del Senato, si è detto favorevole a sua volta al piano, augurandosi che tale progetto sia apripista per un analogo investimento anche all’Ilva di Taranto. Gianfranco Tosini, responsabile dell’Ufficio Studi di Siderweb, e Ruggero Alocci, vice presidente del Ferrous Board del BIR, invece, hanno previsto un aumento dell’uso di preridotto nella siderurgia mondiale nel prossimo futuro, precisando però che per realizzare un impianto sostenibile economicamente in Italia sia necessaria una forte diminuzione del prezzo del gas naturale.

Achille Fornasini, chief analyst di Siderweb, ha analizzato i prezzi delle materie prime siderurgiche, concludendo che negli ultimi anni le quotazioni del preridotto sono tendenzialmente aumentate, quelle del rottame diminuite e quelle della ghisa sono rimaste sostanzialmente stabili. Infine, Alessandro Martinis, executive vice president di DECM Danieli, e Carlo Mapelli, docente di metallurgia al Politecnico di Milano, hanno spiegato nel dettaglio le peculiarità tecniche della produzione del preridotto e Raul Petrelli, global relationship manager del Banco Popolare, ha illustrato i nuovi rapporti tra banca ed impresa.

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